Val di Susa

Val di Susa a tutta ferrata

12 e 13 ottobre 2013

Sabato 12 ottobre : Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele

Difficoltà AD
Dislivello ferrata 600 m.
Tempo complessivo necessario 5 – 6 h.

La Via Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele inizia a circa 1 km fuori l’abitato di Sant’Ambrogio di Torino (350 m), in direzione di Susa, paese situato nell’area della Bassa Val di Susa. L’attacco della via ferrata è posto nella zona conosciuta come Croce della Bell’Alda.
Si raggiunge questa zona, percorrendo l’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia (Tunnel del Frejus) fino all’uscita per Almese-Villar Dora; alla rotonda si prende la 3° uscita e si continua su SS.24 in direzione di Susa. La via localmente prende il nome di Via Moncenisio e poi Via Cumine. Dopo circa 1 km, in una nuova rotonda, si abbandona la SS.24, si gira a sinistra e si raggiunge la SS.25 del Moncenisio, superando la Dora Riparia e l’autostrada A32 fino ad arrivare all’abitato di Sant’Ambrogio, dopo circa 30 km da Torino. Per ragioni di sicurezza, conviene parcheggiare l’auto nelle zone di sosta presenti nel centro del paese, nelle vicinanze della chiesa. A piedi si percorre la strada asfaltata, per circa 1 km, fino alla zona dell’attacco della Via Ferrata, dove sono visibili una croce e la bacheca segnaletica.
Considerazioni generali sul percorso: Si tratta di una interessante e lunga via ferrata, mai difficile, che si svolge sul versante nord del Monte Pirchiriano, sulla cui sommità sorge l’antica Abbazia della Sacra di San Michele, uno dei monumenti simbolo del Piemonte e dell’Italia. Salendo le rocce rossastre di serpentino locale lungo la ferrata, oppure dalla vetta del Monte, è possibile godere di un vasto panorama sulla Val di Susa e su tutti i monti della zona. A circa un terzo della via, si incontra un bel pianoro che offre una vista spettacolare; esso è conosciuto dagli abitanti di Sant’Ambrogio come Pian Cestlet e segnava il confine con il comune di Chiusa San Michele. Da questa zona è possibile abbandonare la salita della ferrata e tornare a Sant’Ambrogio. Dopo un lungo traverso su sentiero tra i boschi e una nuova salita su speroni rocciosi, si raggiunge un altro piccolo ripiano boscoso, da dove si può scendere alla borgata di San Pietro (a metà costa del monte sul versante est), attraverso un sentiero e una cengia chiamata U Saut du Cin. Si prosegue ancora per l’ultimo terzo di salita, superando un ponte tibetano e gli ultimi roccioni, raggiungendo la base delle possenti mura della Sacra di San Michele, proprio a ridosso dei ruderi del monastero (a 5 piani) dei monaci, che franò quasi subito dopo la sua costruzione, e che non fu più ricostruito in quel luogo.
Si contornano, sulla destra (ovest), le basi delle mura della Sacra, su un sentiero e su alcune nuove passerelle in legno (con corrimani pitturati in verde) che evitano l’ultimo noioso saliscendi. Si raggiunge così un piazzale, con bar, sul lato sud della Sacra, in una zona spesso colma di turisti che giungono qui in auto o con una breve passeggiata da un parcheggio di auto e pullman poco distante. In questa zona, su un ripiano recintato, si erge un suggestivo rudere: il cosiddetto Sepolcro dei Monaci, probabilmente un antico battistero a forma ottagonale. Dopo una sosta ristoratrice in questa zona e, eventualmente una visita guidata all’Abbazia della Sacra di San Michele, si può iniziare la discesa verso il paese di Sant’Ambrogio.

Domenica 13 ottobre : Sentiero degli orridi

Trasferimento al paese di Chianocco (550 m).

Difficoltà: D
Dislivello: 150m
Durata: 1h circa

Subito a destra della chiesa parrocchiale inizia il Sentiero degli Orridi. Questo sentiero, tutto in quota, con vari saliscendi collega l’orrido di Chianocco con l’orrido di Foresto in circa 3 – 3,30 h. Dopo pochi minuti e prima di un arco naturale c’è un bivio, proseguiremo a destra per raggiungere in pochi minuti l’attacco della ferrata.

Breve, intenso, piacevole; tre aggettivi che caratterizzano perfettamente l’itinerario dell’Orrido di Chianocco. La Via Ferrata si sviluppa all’interno della più interessante oasi naturale della Valle, la Riserva Naturale Speciale dell’Orrido e stazione di Leccio di Chianocco, istituita già nel 1980, a difesa di questo caratteristico luogo particolarmente suggestivo.
Breve, perché il percorso dopo pochi minuti di avvicinamento, si sviluppa lungo poco meno di 300 metri di cavo metallico, con una interessante variante da percorrersi avanti e indietro che porta all’interno di una grotta, dove diverse visite e ricerche archeologiche ne confermano la frequentazione in epoca preistorica.
All’uscita della ferrata prenderemo il sentiero degli Orridi per raggiungere la località Molè (950 m) e proseguire fino all’orrido di Foresto.

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