Trieste

Trieste- Plitvice – Postumia 25-28 aprile 2013

Giovedi 25 : BENVENUTI AD AQUILEIA , la seconda Roma

Viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta della culla del Cristianesimo.

La storia che ogni angolo del Belpaese nasconde è una continua e piacevole scoperta per il popolo dei viaggiatori: dalle grandi città alle più piccole realtà, tanti i percorsi che invitano a inseguire le orme di un glorioso passato. Un salto indietro nel tempo conduce fino ad Aquileia, in provincia di Udine, antica metropoli di epoca romana che, insieme alla città di Ravenna, rappresenta il più importante sito archeologico dell’Italia settentrionale tanto da essere stata iscritta, nel 1998, nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Un viaggio alla ricerca delle origini della tradizione cristiana quello da intraprendere ad Aquileia, pronti a calpestare letteralmente la storia tra le meraviglie emerse dagli scavi, purtroppo solo in minima parte oggi visitabili, che hanno portato alla luce i resti di quella che risulta essere una delle maggiori e più ricche città di tutto l’Impero romano. Passo dopo passo vale la pena immortalare quel che rimane di un’importante rotta commerciale, preziosa meta di scambi ai tempi dell’Impero Romano ma, allo stesso tempo, trattasi di una bellezza che trasborda di spiritualità tanto da divenire un centro religioso di grande importanza nel periodo paleocristiano.

A catturare lo sguardo dei turisti in cammino lungo la via Sacra è un vero e proprio museo a cielo aperto dove, a fare da protagonisti, sono antichi splendori quali il foro, il sepolcreto, le terme, una vasta zona portuale, edifici commerciali e quelli abitativi e, ovviamente, l’illustre Basilica paleocristiana, un’affascinante architettura interessante tanto per le sue forme quanto per quel che custodisce, un pavimento a mosaico di inizio del IV secolo che ritrae scene dell’antico testamento, una bellezza che colpisce per la sua integrità che mantiene uno stato di conservazione eccezionale.

Merita una visita anche il Museo Archeologico Nazionale, ospitato tra le mura della Villa Cassis Faraone che, per i suoi contenuti, è considerato uno dei maggiori poli archeologici dell’Italia Settentrionale. Al suo interno infatti sono custoditi reperti di epoca romana provenienti da Aquileia o dalle immediate vicinanze, un patrimonio che testimonia l’antica grandezza della città romana.
Il Castello di Duino

Il Castello di Duino, storica dimora privata dei Principi von Thurm und Taxis, sorge in una pittoresca e panoramica posizione, su un carsico sperone roccioso a precipizio sul mare, con una strabiliante veduta del golfo di Trieste.
Al contrario di molti altri castelli, divenuti oggi freddi musei, il Castello di Duino regala ai visitatori il calore che il Principe Carlo Alessandro di Torre Tasso, sua moglie ed i suoi tre figli hanno saputo infondere alla loro abituale dimora.
Ma, si sa, l’ospitalità qui è di casa: i personaggi illustri che hanno abitato, in soggiorni più o meno lunghi, queste stanze, sono tantissimi, anche grazie all’interesse da sempre dimostrato dai principi nei confronti della cultura. Non potendo certamente elencarli tutti, specie con il timore di dimenticarne qualcuno, ne citiamo soltanto alcuni: Johann Strauss, Franz Liszt, Mark Twain, Paul Valéry, Gabriele D’Annunzio, Hugo von Hofmannsthal, Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue famose “Elegie”, Eugène Ionesco e Karl Popper, nonché numerosi nobili e regnanti, del presente e del passato.
Le origini del castello, nella cui storia realtà e leggenda sono inscindibilmente intrecciate, risalgono all’epoca romana. I resti della primigenia torre sono ancora oggi visibili nel corpo del moderno castello. Il primo vero castello, inespugnabile fortezza, di cui oggi rimangono soltanto pochi resti, sorgeva però sul promontorio adiacente a quello dove è ubicata l’attuale costruzione. Il nuovo castello vede invece la luce nel 1400: purtroppo, a causa degli ingenti danni subiti durante il primo conflitto mondiale, l’edificio è stato sottoposto a pesanti interventi di ristrutturazione. Fortunatamente, i lavori hanno poco modificato l’ancestrale aspetto dello storico maniero, le cui forme oggi rispecchiano in buona parte quelle antiche.
Dal 2003 il Castello è aperto al pubblico tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 9,30 alle 17,30. Il percorso turistico si snoda lungo stanze, terrazze e saloni ricchi di pregiate opere d’arte e straordinari richiami storici e culturali.
Attraverso il grande parco impreziosito dai suoi viali romantici, pieni di statue e reperti archeologici, dalle terrazze e dagli spalti aperti sull’immensità del mare (dove si possono ammirare distese multicolori di fiori di ogni specie che costituiscono pittoreschi e suggestivi giochi cromatici nella classica vegetazione mediterranea) si accede anche al bunker costruito durante la seconda guerra mondiale nella roccia a picco sul mare e che, grazie a pazienti e delicati lavori di recupero e di restauro conservativo, è stato trasformato in un suggestivo mini-museo con cimeli d’epoca che sono esposti in una grande sala (ben 400 metri quadrati) scavata a 18 metri di profondità.
Sempre più spesso, il Castello di Duino viene scelto per mostre, concerti, congressi, location per film.
La curiosità:
La leggenda racconta di una Dama Bianca che fu gettata dal marito malvagio dalle mura di un antico castello. Ma il cielo ebbe pietà di lei e le diede un corpo di roccia prima che si infrangesse sugli scogli. Si dice che la sua anima sia ancora là, in una rupe a picco sulla baia, presso i resti dell’antico maniero di Duino, e che certe notti prenda vita e vaghi senza pace.

Si dice anche che nel castello antico si fosse fermato Dante, da cui prende il nome uno scoglio.

Sentiero Rilke
Una della passeggiate più belle e suggestive che si affacciano sul golfo di Trieste è sicuramente quella che, a picco sul mare, collega Sistiana a Duino. Il sentiero prende il nome dal poeta R.M. Rilke che, ospite al Castello di Duino all’inizio del secolo scorso, come già lo era stato Dante prima di lui, ivi compose le sue celeberrime “Elegie Duinesi”.
Durante il percorso si incontrano postazioni belliche aperte sul mare e numerose sono le possibilità di abbandonare il sentiero (sempre molto ben segnalato) per ritornare sulla strada statale.
All’inizio della passeggiata si trova il Collegio del Mondo Unito, il cui giardino, seppur accessibile, è proprietà privata.
La passeggiata è breve, poco impegnativa, ma situata in un contesto unico e spettacolare. Si raccomanda di fare attenzione a non sporgersi dalla scogliera (gli incidenti sono più frequenti di quel che si può pensare).
Venerdi 26 : Trieste

Ore 9,30 presso la Stazione è previsto l’incontro con la guida per una visita di 3 ore, il programma è il seguente:
– Ampio girocitta’ nel Borgo Teresiano, le Rive e Piazza Unita’ d’Italia fino al porto nuovo.
– Sosta sul Colle di San Giusto con visita della Cattedrale e vista panoramica.
– Visita del Teatro Romano,
– Visita di una chiesa ortodossa e/o di un caffè in stile viennese con ampie spiegazioni su particolarita’ urbanistiche, architettoniche, storiche e di vita quotidiana.
– Possibile visita alla Risiera di San Sabba.
Il percorso viene effettuato parte in bus e parte a piedi. Non sono previsti ingressi a pagamento.

Cattedrale e Castello di S.Giusto

Il Colle di S. Giusto, cuore dell’antica città, offre al visitatore, oltre ad uno splendido panorama su Trieste, molti monumenti ricchi di storia ed arte. Sono ancora visibili infatti i resti dellabasilica Forense, risalente al II sec. d.C., che testimoniano, al centro del grande piazzale del Colle, le origini dell’antica Tergeste. Il Castello, distrutto e ricostruito più volte, si presenta oggi come lo volle, nel 1470, Federico III. Fu poi aggiunto un bastione rotondo durante la breve occupazione dei veneziani nel 1508. Ulteriori ampliamenti vennero apportati tra la metà del quinto e gli inizi del sesto secolo. Dal 1930 è di proprietà del Comune ed è oggi attrezzato a scopo turistico. All’interno troviamo infatti il Museo del Castello.
La Basilica di S. Giusto, simbolo della città con il suo campanile ed il rosone, sorge sui resti di un propileo, di cui è rinvenuto qualche resto. Nel V secolo venne edificata una basilica paleocristiana a tre navate, dalla pavimentazione mosaicata. Venne però distrutta, e, a metà dell’XI sec. venne ricostruito, in parte dai resti di quello precedente, un altro edificio a tre navate. Venne poi affiancata, tra il XI e il XII sec. una costruzione parallela e gemella e, nel XIV sec. le due costruzioni si fusero in quella che è l’attuale struttura con la sua irregolare facciata. Il campanile, innalzato nel 1337 a rivestire il precedente campanile romanico, fu ultimato nel 1343. L’interno presenta attualmente cinque navate.
Il Bastione Laio del Castello ospita il Lapidario Tergestino, che regala l’occasione di visitare le sezioni dedicate alla Tergeste romana ed ai suoi monumenti sorti sul colla capitolino, il propileo, la basilica civile ed il foro, e le sezioni che raccolgono le lapidi provenienti dagli edifici sacri e dalle necropoli. Completano il percorso le sculture del Teatro e i mosaici della villa marittima di Barcola. Il Lapidario, inaugurato nel 2001, espone 130 reperti tra iscrizioni e sculture: elementi architettonici della basilica civile, statue del foro, e, dai monumenti sepolcrali, ritratti, raffigurazioni di delfini, di una nave a vela, e di una fullonica (luogo per il lavaggio e la tintura dei panni). L’entrata del Lapidario, aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 13.00, è gratuita
A sinistra della basilica, sorge il Battistero di S. Michele al Carnale , semplice costruzione del XIII sec, con campaniletto a vela e una cripta ad arcate: dei frammenti di plutei paleocristiani sono incastonati sulla facciata.

Teatro Romano

Il teatro romano di Trieste si trova ai piedi del colle di San Giusto, in pieno centro città, al limitare della città vecchia, tra via Donota e via del Teatro Romano.
Secondo alcune fonti la costruzione del teatro viene datata dal I secolo a.C. al I secolo d.C., mentre per altre il teatro risale al I-II secolo d.C.
All’epoca della sua costruzione il teatro si trovava fuori dalle mura cittadine ed in riva al mare, che a quel tempo giungeva sino in quella zona. Sulle sue gradinate, costruite anche sfruttando la naturale pendenza del colle, potevano venir ospitati, a seconda delle varie fonti, dai 3.500 ai 6.000 spettatori. Probabilmente fu costruito per volere del triestino Quinto Petronio Modesto, procuratore dell’imperatore Traiano, citato in diverse iscrizioni, che secondo altre fonti ne curò invece solamente degli interventi di rinnovamento.
Nei corso dei secoli il teatro venne poi nascosto dalle case che vi sorsero sopra. Ritenuto perduto, venne individuato nel1814 dall’architetto Pietro Nobile, ma solo nel 1938 venne riportato alla luce, durante la demolizione di una parte della città vecchia. Le statue e iscrizioni rinvenute negli scavi sono conservate presso il Civico museo di Storia ed Arte.
Al giorno d’oggi viene ancora saltuariamente utilizzato per spettacoli estivi all’aperto.

Caffè storici
Il rapporto di Trieste con in caffè sembra essere indissolubile: a prescindere dalla realtà industriale, famosa in tutto il mondo, Trieste è per molti aspetti la città dei caffè; sono locali dal fascino retrò, vestigia di un passato cittadino di indubbio aroma mitteleuropeo, indissolubilmente legati alla letteratura.

Trieste, senza i suoi storici e famosi caffè, non sarebbe la stessa: il tempo rallenta fino a fermarsi e non è difficile immaginare Stendhal, Joyce, Svevo o Saba mentre sorseggiano la loro corroborante bevanda. Non è poi improbabile incontrare anche Claudio Magris, celeberrimo scrittore triestino contemporaneo, che i caffè della sua città li ha celebrati anche nei suoi scritti, perché, sono parole sue, “ il caffè è il luogo in cui si può stare contemporaneamente da soli e fra la gente”.
Per promuovere la cultura del e dei caffè, è stata ideata, nel 1998, la manifestazione “Le vie del caffè” che, di anno in anno, anima il periodo natalizio: si tratta di concerti, spettacoli teatrali, mise en scene che, abbandonati i palcoscenici cittadini, si trasferiscono nei caffè.
Ma lo speciale rapporto che lega i triestini con questa profumata bevanda emerge anche dal parlato: spesso, gli stranieri non riescono a farsi servire al bancone ciò che desiderano perché la terminologia locale è un vero rompicapo: cosa saranno mai un “capo in b tanta” (cappuccino triestino in bicchiere con tanta schiuma) o un “goccia” (caffè con una goccia di schiuma di latte al centro)?

Oggi i caffè cosiddetti storici, sono diventati vere e proprie mete turistiche. I principali sono:
Caffè Tommaseo
Piazza Tommaseo, 4/c
Aperto nel 1830 è il più antico caffè di Trieste e venne così chiamato in onore dello scrittore dalmata. Le decorazioni sono opera del pittore Gatteri e le specchiere furono fatte appositamente giungere dal Belgio. E’ stato restaurato nel 1997, mantenendo un ambientazione sofisticata ed elegante in conformità alla tradizione dei caffè Viennesi.

Famoso anche per aver introdotto, ad inizio secolo, il gelato, oggi è possibile consumare anche brunch o cene veloci, caratteristiche necessarie per stare al passo con i tempi ma che di ottocentesco hanno ben poco.

Caffè San Marco
Via Battisti, 18

Aperto nel 1914 venne poi completamente distrutto durante la prima guerra in quanto luogo d’incontro di irredentisti. Immediatamente ricostruito negli anni Venti rappresenta da allora il luogo d’incontro degli intellettuali. Suoi clienti abituali furono Saba, Svevo e Giotti.
Caffè degli Specchi
Piazza Unità d’Italia, 7

Nato nel 1839 e recentemente rinnovato, fu fondato e gestito dal greco Nicolò Privolo. Situato a pianterreno di palazzo Stratti, nella principale piazza cittadina, rappresenta da sempre il salotto buono della città, una vera e propria vetrina per notare e farsi notare.
Caffè Tergesteo
Piazza della Borsa, 15

Situato oggi all’interno dell’omonima galleria, è noto per le vetrate colorate raffiguranti episodi della storia cittadina. I recenti lavori di restauro, effettuati allo scopo di ricreare la perduta atmosfera fin de siécle, hanno, ahimè, lasciato ben poco dell’originale.
Caffè Stella Polare
Via Dante, 14

Aperto nel 1867 accanto alla chiesa serbo ortodossa, divenne, durante l’occupazione angloamericana una famosa sala da ballo, dove le belle “mule” (ragazze, in dialetto) triestine avevano occasione di conoscere – e poi sposare – i soldati americani di stanza a Trieste. A causa dei costi troppo elevati per il mantenimento di una sala da ballo, oggi è possibile soltanto gustare un dolce sorseggiando the o caffè.

Sabato 27 : Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

Il parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si trova a metà strada tra Zagabria e Zara – si tratta di 16 laghi alimentati dai fiumi Bijela Rijeka e Crna Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero), sorgenti sotterranee, collegati tra loro da cascate, che si riversano nel fiume Korana.

Nel 1979 sono stati proclamati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e sono visitabili grazie a una rete ben segnata di sentieri e a 18 km di passerelle.
Il parco si divide pressappoco in due parti: la parte superiore i cui laghi si trovano in una valle dolomitica circondati da foreste e collegati da spettacolari cascate, e la parte inferiore dove si possono vedere laghi più piccoli e vegetazione più bassa. Nella zona vivono numerose specie animali, tra cui orsi, lupi, cinghiali, volpi e tassi, e diverse specie di uccelli. Oltre le passerelle, per gli spostamenti all’interno del parco, vengono messi a disposizione battelli, barche e un trenino.
La mappa dei laghi e dei percorsi da acquistare all’ingresso costa circa 20 kune (€ 2,7) – vi trovate segnalati i laghi (16), le stazioni di sosta (5 con bagni, punti ristoro e tavolini per pic-nic) e gli 8 percorsi suddivisi a seconda del tempo di percorrenza (2 ore per visitare solo una parte dei laghi, 4-6 ore per visitarli tutti). Gli animali domestici sono ammessi solo al guinzaglio e con museruola (cani), i proprietari devono inoltre munirsi di paletta ed apposito sacchettino per rimuoverne le deiezioni.
Il parco nazionale dei Laghi di Plitvice si estende su un’area di 29.685,15 ettari. Anche se non tutte le parti del parco sono accessibili al visitatore, a disposizione ci sono chilometri di sentieri da passeggio, ponticelli di legno per esplorare la natura circostante che abbaglia il visitatore con la sua bellezza. Immancabili e assolutamente da non perdere sono i trenini panoramici di Plitvice con i quali è possibile raggiungere anche le parti più lontane del parco e soffermarsi in altre per avere una vista panoramica dei laghi. Nel parco ci sono anche battelli che navigano sul lago Kozjak, collegando i laghi Inferiori e Superiori. I laghi di Plitvice si dividono in quelli superiori ed inferiori. I laghi Superiori si estendono dal lago di Prošcan a quello di Kozjak con un fondale dolomitico, mentre i laghi Inferiori con uno calcareo, il quale prosegue sotto il Sastavak assumendo la forma di canion per il fiume Korana – lungo 134 km fino alla foce. La lunghezza dei Laghi di Plitvice é di 8200 m , ma se vi si aggiunge anche la lunghezza dell’ insenatura di Liman sul lago Prošcan , la baia di Susnjak sul lago Kozjak, e il punto piú distante sul lago Ciginovac, si arriva ad una superficie complessiva di 9050 m.
Ingresso e parcheggio

Parco Nazionale LAGHI DI PLITVICE

Kn/persona

aprile – ottobre

altri

Adulti

110

80

Bambini, studenti 7-18 anni

55

40

Comitive di oltre 15 persone

100

70

Bambini fino a 7 anni

gratis

 

Il prezzo include il biglietto per il bus speciale che fa il giro di tutta la regione, il biglietto per il vaporetto.

Parcheggio del bus 70 kn/oltre (€ 10,00 circa)

Cambio moneta al 13/04/13 100 kune = euro 13,14

Ci sono due ingressi al Parco con parcheggi spaziosi. Agli ingressi troverete le piante del Parco con giri / percorsi prestabiliti che potete seguire:

L’ingresso 1 è il punto di partenza per i programmi A, B, C, G2 e K (k è il percorso più lungo).

A (2 – 3 ore) Comprende soltanto il giro a piedi attraverso la parte meridionale del parco nazionale
B (3 -4 ore) Comprende la parte meridionale del parco nazionale inclusa la navigazione sul lago Kozjak
C (4 – 6 ore) Giro a piedi, giro in autobus fino alle parti superiori del parco nazionale e navigazione sul lago Kozjak
K (6 – 8 ore) Giro a piedi di tutto il parco nazionale
G2 (3 – 4 ore) Giro a piedi, navigazione e giro in autobus; comprende parte meridionale e centrale del parco nazionale

L’ingresso 2 è il punto di partenza per i programmi E, H, F, G1, e K.

E (2 – 3 ore) Comprende soltanto il giro a piedi attraverso le parti superiori del parco nazionale
F (3 – 4 ore) Lo stesso giro come nel programma B, ma si parte dal differente punto di partenza
H (4 – 6 ore) Lo stesso giro come nel programma C, ma si parte dal differente punto di partenza
K (6 – 8 ore) Giro a piedi di tutto il parco nazionale
G1 (3 – 4 ore) Giro a piedi, navigazione e giro in autobus; comprende parte superiore e centrale del parco nazionale

Altre cose che potrebbero esservi utili:

Viene sottinteso che bisogna indossare le scarpe buone, adatte a camminare: all’interno del Parco camminerete lungo i sentieri fatti di legno con numerosi gradini, per cui calzatura buona è indispensabile
Vi consigliamo di portare con voi una quantità sufficiente d’acqua e forse anche il proprio pranzo; è possibile comprare il cibo e le bibite all’interno del Parco, però i prezzi sono relativamente cari e durante l’estate i ristoranti all’interno del Parco possono essere pieni dei turisti
Notate che il parco è molto pulito, per cui cercate di mantenerlo così. Ci sono numerosi bidoni della spazzatura
Non allontanatevi dai sentieri marcati, tenete presente che vi trovate in un Parco abitato dagli animali selvatici quali orsi, lupi e 19 varie specie di serpente.

Domenica 28 : Grotte di Postumia

Le Grotte di Postumia sono sicuramente le grotte più famose al mondo. Si tratta della maggiore attrazione turistica della Slovenia e di uno dei più importanti esempi di fenomeni carsici al mondo. Sulle Grotte di Postumia sono stati scritti molti libri e altri contributi e in soli 200 anni sono state pubblicate ben quasi 100 guide turistiche.

La visita non richiede particolari preparativi; avrete bisogno solo della giacca a vento e di calzature calde, perché la temperatura è costante tutto l’anno e si aggira sui 10°C. Potrete ammirare una gran parte delle meravigliose sale e delle concrezioni calcaree durante l’emozionante viaggio con il trenino elettrico, mentre per le sale e le gallerie ricche di concrezioni farete una passeggiata accompagnati dalla guida.

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