Per Trincee e Gallerie

Per Trincee e Gallerie

7 luglio 2018

1° giorno dal Passo Giau al Rifugio Col Gallina

Tempo di percorrenza: 1.30 h dal Passo Giau al Rifugio Nuvolau
2.30 h dal Rifugio Nuvolau al Rifugio col Gallina
Dislivello: 400 mt
Difficoltà: EE
2.0
Dal Passo Giau, dietro all’hotel-ristorante seguiamo un’ampia sterrata che porta verso l’imponente colonna rocciosa di Ra Gusela. (Già dai primi passi il panorama è fantastico, riconosciamo subito gli imponenti gruppi delle Pale di San Martino, della Marmolada e del Sella. Il segnavia 452 e la forestale 464 non presentano particolari difficoltà tecniche e permettono di raggiungere con facilità il Rifugio Averau. Inoltre, se desideriamo accorciare un po’ il percorso, prima di proseguire lungo la forestale, possiamo imboccare una traccia segnalata che sale, con modesta ripidità, sulla destra ma richiede un passo più sicuro ed esperto).
Raggiunte le antenne sotto Ra Gusela, la sterrata scompare e viene sostituita dal sentiero 452, segnato (verso sinistra) da un cartello di legno e segni di vernice sulle rocce. La prima sezione dopo le antenne è un po’ distorta tra le rocce, ma presto si trasforma in un buon sentiero che porta a nord-ovest sotto le scogliere. Non c’è un grande dislivello lungo questo percorso, si raggiunge la sua estremità sotto la Forcella Nuvolau e si arriva ad un’ampia strada forestale sterrata (sentiero 464) originata dagli impianti di risalita e dai rifugi. Ci si immette nella sterrata per raggiungere facilmente la Forcella Nuvolau, posta tra Averau e Nuvolau, si arriva dopo poco al Rifugio Averau. Da qui, per godere appieno del meraviglioso paesaggio che si presenta ai nostri occhi, chi vuole, può salire il Monte Nuvolau, con altri 150 mt di dislivello, e raggiungere, così, l’omonimo rifugio. Il panorama che si può godere dal Rifugio Nuvolau è favoloso, da qualsiasi punto lo si guardi, qui possiamo individuare una lista assai numerosa di monti e gruppi montuosi che contraddistinguono le famose Dolomiti, tra cui: le Pale di San Martino, la Marmolada, il Sella, l’Averau, il Lagazuoi, il Gruppo di Fanes, le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao, la Croda da Lago, il Pelmo e il Civetta.
Effettuato il nostro “reportage fotografico”, scendiamo a ritroso dalla cima per ritornare, nuovamente, al Rif. Averau e proseguire, quindi, lungo il sentiero 439 in direzione delle Cinque Torri e del Rifugio Scoiattoli: superando alcune postazioni e trincee della Grande Guerra che sorgono lì vicino, non possiamo che approfittare dell’idea di addentrarci “all’interno” di questo piccolo e suggestivo complesso dolomitico, unico e inconfondibile.
Info:
In uno scenario dolomitico incantevole il visitatore si trova coinvolto in vicende belliche forse vissute da qualche lontano parente.
Dalle Cinque Torri si snodano tracciati di camminamenti di collegamento e trincee in pietra che sono facilmente percorribili da chiunque.
I percorsi sono segnalati e accompagnati da cartelli informativi in lingua italiana, tedesca e inglese. Sono stati predisposti allestimenti scenici per dare una concreta visione della vita di guerra in trincea. Vedere come i soldati costruirono le trincee, come e dove edificarono le baracche-ricovero per cucinare il rancio, far sostare i muli, custodire granate, riporre fucili e mitragliatrici, fa riflettere molto e, pur ricordando un tragico periodo storico che non si deve dimenticare, fa capire il grande valore della pace tra tutti i popoli.

Storia:
Nella zona delle 5 Torri si insediò il Comando del gruppo di artiglieria da montagna Italiano. Con lo stato maggiore, e il comando all’ Averau, da dove da vari osservatori, dirigevano le operazioni di guerra dall’altra parte della valle.
Nel 1915 erano dislocati 8 cannoni da 75 mm, nel 1916 furono posizionati due obici da 149G, e a settembre del 1917 un obice da 210 mm, puntati contro le postazioni austriache del Lagazuoi, Col dei Boss e Valon Tofana.
Nel corso della guerra, più volte venne in visita il re Vittorio Emanuele III.

Superato e aggirato il gruppo delle Cinque Torri, ci dirigiamo verso l’omonimo rifugio e proseguiamo in direzione del Rifugio Scoiattoli, da qui prenderemo il sentiero 440 (Alta Via delle Dolomiti n. 1) che ci condurrà al Rifugio Col Gallina.

8 luglio 2018

2° Giorno: dal Rifugio Col gallina al Rifugio Scotoni

Tempi di percorrenza: ore 3.00 h circa dal Rifugio Col Gallina al Rifugio Lagazuoi.
Ore 1,30/2,00 dal R. Lagazuoi al Rifugio Scotoni

Dislivello: 750 mt
Difficoltà: EE

Il sentiero si trova di fronte a noi, dietro il piazzale del ristorante Da Strobel, in poco tempo si innesta sul 423 che proviene dal Passo Falzarego, lo ignoriamo e proseguiamo verso destra; Il sentiero sfocia quindi, a quota mt 2166, nella stradina militare che passa sotto le pareti rocciose delle Torri del Falzarego incontrando i ruderi dell’ex Ospedale Militare. Una specie di spettrale borgata tra le rocce che ancora incute desolazione, angoscia e orrore per le atroci sofferenze della guerra.
Tutta la zona fu teatro di sanguinosi combattimenti tra italiani ed austro-ungarici durante la Grande Guerra e vide il calvario della Brigata Reggio (45° e 46° fanteAria), lanciata a conquistare i rilievi del Col dei Bos e di Cima Falzarego, nella speranza di puntare poi sul Lagazuoi.
Arrivati al bivio prendiamo la sterrata sulla sinistra. La stradina militare continua in leggera discesa fino alla quota 2035 m, supera una breve galleria di guerra e riprende a salire in direzione della forcella Col dei Bos (2331 m) tra il Colle omonimo ed il Castelletto (Ci troviamo ormai nel versante settentrionale del Col dei Bos ed all’accesso orientale della lunga Val Travenanzes che separa nettamente il gruppo delle 3 Tofane dai dirimpettai gruppi Lagazuoi Grande, Cime di Fanes, Ciaval, Furcia Rossa e Vallon Bianco). Alla fine della strada si prosegue su sentiero (402) fino al Col dei Bos e, incrociato poi il sentiero 401 (che attraversa tutta la Val Travenanzes), lo prendiamo a sinistra. Arrivati alla Forcella Travenanzes (mt 2507) è opportuno fermarsi e ammirare il vasto panorama che si gode da questo punto d’osservazione. Assumendo come punto di inizio del quadro panoramico il rifugio Lagazuoi (o la stazione di arrivo della Funivia del Lagazuoi), che si vede in cima al Lagazuoi Piccolo (m 2750) e proseguendo in senso orario, si vedono il Lagazuoi Grande (m 2835), la Torre Fanes (m 2922), le Tre Dita (m 2755), la Tofana di Mezzo (m 3244), l’immensa mole della Tofana di Rozes (m 3225) e la vicina Punta Falzarego (m 2563).
Alla Forcella Travenanzes e ai piedi del Lagazuoi Grande, affiorano le rocce dello strato del Raibl, chiaramante riconoscibili per il colore rossastro, mentre le rocce sovrastanti sono quelle rosate della Dolomia Principale. La fauna di tutta questa zona è rappresentata dai camosci (Rupicapra rupicapra) presenti nel tratto sotto la forcella, sulle pendici orientali del Col dei Bos (m 2559) e nell’alta Val Travenanzes, la marmotta (Marmota marmota) le cui sentinelle danno l’allarme “fischiando” al sopraggiungere dell’escursionista, mentre intorno volteggia il gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus) dal piumaggio completamente nero, con becco giallo e zampe rossastre e non è rara neppure la presenza del corvo imperiale (Corvus corax) il più grande corvide della montagna dolomitica, completamente nero con piumaggio dai riflessi metallici.
Proseguiamo fino alla Forcella Lagazuoi (mt 2573).
Rimane ora da risalire il ghiaione terminale; iniziamo a prendere quota con comodissimi tornanti sostenuti da tronchi e tracciati in maniera eccezionale, con pendenze decisamente dolci.
A destra e a sinistra, ovunque tracce di trincee austriache. La maggior parte distrutte per la costruzione della pista da sci negli anni 80. A sinistra la postazione avanzata, denominata anche Punta Berrino. Mentre sotto le barriere paravalanghe c’è la postazione di prima linea austriaca detta “prua della nave” Per tutto il tratto: interessanti resti di avamposti austriaci con baracche, caverne e sentieri. Raggiungiamo dapprima la stazione a monte della funivia e in seguito il panoramico Rifugio Lagazuoi (2750 mt), dalla cui terrazza il Panorama spazia, da est verso ovest, sulla Val Travenanzes, la Tofana di Rozes, la conca D’Ampezzo, il Sorapiss, le Cinque Torri, l’Averau, il Civetta e la Marmolada.
Dal Rifugio Lagazuoi (2752 m), si ritorna indietro per un breve tratto sullo stesso sentiero e poi si imbocca sulla sinistra il sentiero n. 20 Trascurato il sentiero 20a che conduce a sinistra a Forcela de Salares, si prosegue sul sentiero 20 (Alta Via delle Dolomiti) che scende nel Vallon Lagazuoi, ai piedi dell’imponente Cresta di Fanis.
Per dossi morenici e ghiaioni alternati a tratti di magra erba, si prosegue la discesa, fino a raggiungere dall’alto il bel Lago Lagazuoi, incastonato alla base di impressionanti pareti rocciose. Una ripida discesa in un ampio canalone conduce brevemente al sottostante ripiano erboso, dove sorge il bel Rifugio Scotoni (mt 1985).

 9 luglio 2018

3° Giorno: RIFUGIO SCOTONI – FORCELLA DEL LAGO – CAPANNA ALPINA

Tempi di percorrenza: 6 ore
Dislivello: circa 500 mt
Difficoltà: EE

Lasciamo il rifugio Scotoni e ripercorriamo il sentiero del giorno precedente risalendo il canalone fino al Laghetto Lagazuoi che costeggiamo fino ad incrociare il sentiero 20b. Inizia qui la risalita della Forcella del Lago (2486 m), questo è il tratto più impegnativo del percorso, molto suggestivo per l’ambiente nel quale si svolge. Negli ultimi anni il sentiero è stato reso più agevole per una migliore percorribilità. Dalla Forcella del Lago (2486 m) scendiamo verso le Valli di Fanes, sempre su sentiero 20B. Alla nostra destra abbiamo la Cima Fanis Nord, Monte Ciaval (Monte Cavallo 2912 m) e le Cime di Campestrin, mentre sulla nostra sinistra osserveremo il Piz Les Conturines (3064 m), il Piz Taibun (2929 m) ed il Piz de Lavarela (3055 m). Entriamo nelle Valli di Fanes immettendoci sulla sterrata/sentiero 11, quota 2117 m, che seguiremo verso sinistra. Ci attende ora un lungo e piacevole traverso quasi in falsopiano, stiamo attraversando L’GRAN PLAN. Le Valli di Fanes, ampie e erbose, rappresentano un paradiso naturale dove è possibile incontrare molti animali (mucche al pascolo, cavalli allo stato brado e marmotte). Giunti al Col de Locia (mt 2069) il sentiero inizia a scendere, nella parte alta traversa sopra balze scoscese per questo è stato dotato di balaustre e gradinature. Arriviamo in breve al Rifugio Capanna Alpina e da qui, in 15/20 minuti, al parcheggio Sarè dove ci attende il ns. pullman.

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