Marmore, Piediluco e la “Fiorata” di Castelluccio

Programma:

1° giorno:

Partenza ore 6,30 da Barberino di Mugello.

Arrivo previsto alle Cascate delle Marmore entro le ore 10,00 per assistere all’apertura dell’acqua; Orari: apertura area 9-22 apertura acqua 10-13  e  15-22.

Incontro con la guida presso l’Infopoint della Cascata delle Marmore. Visita guidata al Belvedere di Piazzale Byron e lungo i sentieri escursionistici all’interno del Parco dove sarà possibile anche effettuare attività di trekking e speleologia (è consigliabile indossare un abbigliamento comodo, soprattutto per quanto riguarda le calzature, che dovranno essere chiuse e con un fondo antiscivolo, necessaria la mantella). La Cascata delle Marmore, con i suoi 165 metri al balcone degli innamorati, è la più alta d’Europa. Venne fatta creare artificialmente dal Console Romano Manlio Curio Dentato nel 271 a.C. per bonificare la Piana Reatina, frequentemente resa paludosa dallo straripamento del fiume Velino. Utilizzando un naturale dislivello del terreno, le acque ristagnanti furono canalizzate verso la sottostante valle del fiume Nera. La Valle Reatina, in antichità, era quasi interamente coperta dal Lago Velino, dopo la costruzione della Cascata delle Marmore sono rimasti: il Lago di Piediluco, di Ventina e quelli Lungo e Ripasottile. Oggi le acque spumeggianti della Cascata offrono uno spettacolo di grandiosità eccezionale. La Cascata delle Marmore è di notevole importanza anche a livello economico per l’apporto che fornisce alla vicina centrale idroelettrica situata a valle, poco distante da Papigno. Il piccolo centro divenuto famoso per i moderni teatri di posa e per gli studi cinematografici in cui Benigni ha girato i film “La vita è bella” e “Pinocchio”. Negli studios, dove vengono realizzate diverse fictions per la televisione, sono  aperte visite al pubblico nel periodo di pausa delle riprese. Nell’area della Cascata sono presenti diverse shopping areas. Veri e propri bazar dove tuffarsi nella miriade di prodotti tipici della zona e simpatici souvenirs.

Ore 12.30
Partenza per il Lago di Piediluco, incantevole e suggestivo lago, incastonato tra le montagne. Sulle sue rive si trova il pittoresco paesino omonimo dominato da una superba rocca del 1364.
Questo Lago è alimentato naturalmente solo dal Rio Fuscello e poi da due canali artificiali (uno addirittura tutto in galleria lungo 42 km circa) che collegano il lago ai fiumi Velino e Nera.
Pranzo libero
Trasferimento  presso la spiaggia attrezzata di Piediluco per il giro in battello lungo le sponde del lago. Si tratta di un minitour del lago in ecobattello con sosta nel punto della straordinaria eco doppio-endecasillabica e con possibilità di risalire il corso del fiume Velino in un ambiente che ricorda la navigazione fluviale dei paesi tropicali.

Visita libera al paese lacustre di Piediluco, dove potrete ammirare incantevoli scorci.
Ore 17,00
Partenza per Norcia, arrivo all’albergo.
Cena e pernottamento in albergo.

2° giorno:

Colazione e partenza per Castelluccio.

La giornata può essere articolata in vari modi:

La “Fiorita” a Castelluccio:
Tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l’altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza, La Fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Anche se la festa della “Fiorita” ricade nella terza e nell’ ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo incantevole spettacolo. Ogni anno tutto è affidato all’andamento climatico della stagione. Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro.

Trekking ai Laghi di Pilato e ritorno:

Partenza dai piedi del Colle di Castelluccio (1313 mt), all’inizio del rettilineo del Pian Grande a sinistra si accede al sentiero, percorrendolo, girando sempre a sinistra ad ogni bivio, si giunge a Capanna Ghezzi, Dopo aver lasciato il casale Ghezzi proseguite dapprima su sentiero che, salendo, si apre in un verde prato molto ampio e poi continua in diagonale costeggiando il Monte Argentella. Dopo circa 1 ora e 30 minuti dal rifugio arriverete ad un largo altopiano chiamato Forca Viola (1936 metri) compreso tra il Monte Argentella e la Cima del Redentore. Qui il panorama si differenzia notevolmente aprendosi al versante Ascolano. Sono visibili il Monte Sibilla con l’ormai famigerata “Zeta” a inciderne l’aspetto, la catena del Monte Vettore, la vallata di Foce ed i paesi limitrofi. Considerando che alle proprie spalle rimangono Castelluccio, Pian grande, Pian Perduto e tutte le meraviglie della fioritura e dei pascoli, si può ben dire che Forca Viola sia in un punto di osservazione piuttosto privilegiato, probabilmente tra i migliori della catena dei Monti Sibillini. Superata Forca Viola girando a destra, sud-est, si taglia a metà costa l’interno di Monte Vettore, sotto Cima del Redentoresino a giungere al Lago di Pilato. Il Lago di Pilato è uno specchio d’acqua situato sul Monte Vettore, nel massiccio e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini ad una quota di 1.941 m s.l.m.. È conosciuto e spesso definito “il lago con gli occhiali” per la forma dei suoi invasi complementari e comunicanti nei periodi di maggiore presenza di acqua.
Il ritorno è per lo stesso sentiero.

Lunghezza A/R:
Km. 16 Circa
Percorrenza totale:
7 Ore Circa
Dislivello massimo:
636 m
Difficolta:
Media
CastelluccioCastelluccio a:
1313 m. slm
Rifugio GhezziRifugio Ghezzi :
1570 m. slm
Forca ViolaForca Viola:
1936 m. slm
Lago PilatoLago di Pilato:
1949 m. slm

 

Traversata da Castelluccio – Monte Vettore – Forca di Presta

Tempi di percorrenza: 
ore 4 al Rifugio Zilioli (più 1,15 ora salita e discesa alla vetta del Vettore)
Ore 2,00 dal Rifugio Zilioli al Rifugio Alpini
Dislivello: 1300 mt salita
Lunghezza: circa 24 Km
 

Percorso (E) più basso e meno esposto: seguire le indicazioni precedenti fino ai Laghi di Pilato da qui inizia la salita più impegnativa (per la pendenza, per i nevai che si incontreranno e per le roccette di I° da salire) che ci condurrà al Rifugio Zilioli (1,30 ore dal Lago). Chi vorrà potrà salire alla vetta del Vettore (non pensate che sia vicino come l’occhio lo fa sembrare!!).
Il nome Vettore probabilmente deriva da Victor, vincitore in altezza sulle altre cime vicine, visto dall’alto monte Vettore ha la forma di un ferro di cavallo, che inizia nella parte occidentale da Forca Viola (1936 m. slm) prosegue per cima del Redentore (2448 m. slm), il punto più alto del versante occidentale, snodandosi di seguito verso est e poi verso nord, formando un semicerchio di 1,6 km di diametro, fino alla sua massima vetta Vettore (2476 m. slm), nella provincia di Ascoli Piceno, da qui la cresta in direzione nord arriva fino a Monte Torrone (2117 m. slm). Il ferro di cavallo sprofonda al suo interno sino a quota 1940 m. slm nel bacino del Lago di Pilato. Una pecularietà di Monte vettore è sicuramente il suo aspetto così diverso tra il versante umbro e il versante marchigiano. Ad occidente il monte si innalza dal Pian Grande di Castelluccio per quasi 1000 metri, completamente spoglio di vegetazione, e anche se imponente la parete ha una sua dolcezza, interrotta solo a quota 2000 m. – 2100 m. da una frattura orizzontale (una faglia di 4 km), la “Strada delle Fate”, e il grande scoglio dell’Aquila. A oriente nelle Marche monte Vettore ci appare completamente diverso un’enorme massa rocciosa che incombe sui paesini sottostanti Pretare, Piedilama, creando un paesaggio indubbiamente dolomitico.
Il resto del percorso è in costante discesa fino a Forca di Presta dove, poco più sotto troveremo il Rifugio Alpini ed il ns. pullman.

Anello delle creste del Redentore

Tempi di percorrenza: 
ore 4 al Rifugio Zilioli (più 1,15 ora salita e discesa alla vetta del Vettore)
Ore 2,00 dal Rifugio Zilioli al Rifugio Alpini
Ore 3,30 dal Rifugio Zilioli a Castelluccio.
Dislivello: 1106 mt salita
Difficoltà: EE

Percorso di cresta , alto e molto esposto:
ffff
Questo è un tragitto emozionante, affascinante tutto ad alta quota (constantemente sopra i 2.000 metri), e soprattutto panoramico in un modo spaventoso; i vostri occhi rimarranno sbalorditi nel vedere tanta bellezza tutta insieme. Vale proprio la pena di farlo; non raggiunge direttamente il lago ma il suo splendore lo si può ammirare dall’alto soprattutto dalla Cima del Lago. 
Ma quassù non c’è soltanto il lago da vedere….è l’insieme che è spettacolare.

Seguire le indicazioni precedenti fino a Forca Viola:

ora si prosegue in direzione Sud risalendo con ripidi tornanti il pendio ed oltrepassando sul versante Ovest prima Quarto S. Lorenzo (m. 2247) e poi Cima dell’Osservatorio (m. 2350), dove si nota ancora lo spiazzo con i resti di quello che doveva divenire all’inizio del 1900 un osservatorio metereologico. Il sentiero continua seguendo l’affilata cresta fino a raggiungere il punto più alto, la Cima del Redentore (m. 2448, circa 1,50 h). Da qui con una breve deviazione si può salire sopra il Pizzo del Diavolo (m. 2410) e qui si viaggia sulla lama di un coltello ma è di un’emozione che non si può descrivere: la totalità della Valle del Lago con la Sibilla sullo sfondo mentre a destra svetta la Cima del Lago. Ora il percorso inizia a scendere seguendo la cresta sempre molto affilata che inizia a piegare verso Est aggirando la testata della sottostante Valle del Lago. Con alcuni saliscendi si superano i rilievi di Cima del Lago (m. 2422) e Punta di Prato Pulito (m. 2373) ed è da qui in avanti che si ha la più straordinaria e magnifica vista…ci troviamo nel bel mezzo del Cordone del Vettore confine tra il Lago di Pilato e le piane di Castelluccio.
Una visuale in contemporanea da rimanere sbalorditi. Godetevi questi paesaggi e fate in modo che rimangano bene impressi non solo sulle vostre macchine digitali.  . In questo tratto si hanno stupende visioni del sottostante Lago di Pilato.
Il percorso ora inizia decisamente a scendere fino ad arrivare alla Sella delle Ciaule (m. 2240, 0,50 h) dove si trova il rifugio Tito Zilioli da qui ci sono due possibilità:

1) – Ritorno a Castelluccio: Si scende tenendosi sulla cresta porre attenzione alle roccette, oppure si possono seguire le più facili tracce di sentiero sulla destra.
L’itinerario ora prosegue scendendo l’ampio prato in direzione Nord che termina in un canale, dove il sentiero torna evidente. Tenendosi sulla destra si taglia obliquamente la zona di roccette (attenzione ad alcuni salti di I° grado) scendendo sull’ampio ghiaione e raggiungendo in breve il sottostante Lago di Pilato (m. 1949, 0,45 h). Si continua ora seguendo il sentiero di fondovalle, facendo attenzione al bivio a quota 1763 (circa 15 minuti dal lago), si segue il sentiero di sinistra che risale un ampio ghiaione (direzione Sud-Ovest) fino a Forca di Pala (m.1852), si continua in salita fino a che con ripide svolte si risale a Forca Viola (1,15 h). Ora si ripercorre il sentiero fatto all’andata fino a Capanna Ghezzi (0.50 h) e a Castelluccio.

2) – Arrivo a Forca di Presta: dal Rifugio si prende il sentiero, dalla parte opposta a quella da cui siamo arrivati, che in ripida discesa ci condurrà a Forca di Presta in circa 2 ore.

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