Lunghezza 11 km, tempo circa h 4,30 , dislivello in salita 580 mt , E


Dal valico dell’Alberaccio in località Olmo (543 m s.l.m.) si prende la sterrata indicata con il segnavia CAI n. 00. Dopo circa un chilometro si giunge a Casa Meleto (615m s.l.m.) ove la sterrata è chiusa da un cancello per impedire alle auto di proseguire. Si tralascia il bivio con il sentiero CAI n. 4 (scorciatoia per il Poggio Ripaghera) e si prosegue sulla sterrata che entra nel bosco e che ci porta alle case in rovina di Peretola (694 m s.l.m.) da dove si può ammirare il sottostante laghetto e, in lontananza, il Convento di Monte Senario. Proseguendo sul sentiero CAI n. 00, si raggiunge un’ampia radura (880 m. s.l.m.) dove incontriamo lo sbocco del sentiero CAI n. 4 e quello del sentiero CAI n. 3b proveniente dal versante opposto. Da questa radura si può raggiungere in pochi minuti la vetta del Poggio Ripaghera (914 m s.l.m.).
Questo monte fa parte dell’area naturale protetta “Poggio Ripaghera-S.Brigida-Valle dell’Inferno” che copre una superficie di circa 700 ettari, istituita per tutelare le caratteristiche di pregio ambientale e storico. Nei livelli più bassi abbiamo una fascia di macchia mediterranea con roverelle e lecci, segue la fascia submontana con castagneti, infine più in alto (700-800mt) le faggete. Si prosegue sulla sterrata che, con qualche saliscendi, ci porta fino ad un bivio dove imbocchiamo il sentiero CAI n. 5 che scende verso il paese di Santa Brigida.
Attraversata una radura il percorso scende nettamente, oltrepassa due ruscelletti, ci porta alla strada asfaltata che raggiunge Casa Belvedere (495) e poi la località di Le Lucole (404 ), estremità occidentale di Santa Brigida.
Da Le Lucole si gira a destra lungo una stradina indicata con segnavia CAI n. 8 che ci porterà al Santuario (che possiamo già ammirare dal questo punto). Si inizia a salire verso le case di Liccoli, si passa su di un ponte di pietra e si continua a salire nel bosco su di una mulattiera anticamente selciata fino a raggiungere il Santuario della Madonna del Sasso (566 m s.l.m.). 
Le sue origini non sono certe, ma sembra che sul luogo sorgesse in antico il cosiddetto tabernacolo dell’Eremita affiancato nell’XI secolo da un primo oratorio detto al Romito : a quest’ultimo sono stati ricollegati i pochi resti rinvenuti casualmente duranti i lavori sotto la cappella delle Apparizioni . Il Santuario fu eretto nel XVI secolo per rendere omaggio alla Madonna apparsa a due pastorelle (1484) e prende il nome dalla località che in antichità aveva il toponimo di “saxum”. Il complesso è costituito dal loggiato, dall’Oratorio superiore, l’Oratorio inferiore, il campanile con orologio ecc. L’impianto dell’ Oratorio superiore (o chiesa nuova) risale alla fine del ‘400 e mette in risalto l’altare maggiore (scuola del Sansovino) in pietra serena che nella nicchia centrale ospita una statua lignea raffigurante la Vergine del Vangelo (1965) nel posto che precedentemente era stato occupato prima dalla statua proveniente dal tabernacolo del Romitorio, poi dalla Madonna con quattro santi ed infine dalla Madonna delle Grazie del Ceraiolo (ora nella cappella delle Apparizioni). Sotto l’altare è visibile il Sasso dove la leggenda vuole che le pastorelle abbiano visto la Madonna. All’interno della chiesa si trovano statue , pitture e varie tele; di grande tradizione l’organo che , pur avendo subito dal 1565 varie sostituzioni e modifiche, conserva ancora oggi parte delle canne originali appartenenti ai 17 registri e la scritta.
L’Oratorio inferiore ( recentemente restaurato perchè adibito da secoli a deposito) comprende il transetto della Via Crucis o del Santo Volto, l’altare con la venerata immagine della Madonna delle Grazie, il Tabernacolo dell’Eremita, la fonte del romito, la cella di S.Andrea, fedele ricostruzione della cella di Bernardino da Firenze. Da ricordare che la Madonna delle Grazie era un ex-voto (circa 1500) attribuito alla scuola del Ceraiolo.
Nella sala del Consiglio dell’Opera del Sasso (posta al piano superiore della canonica) è una tavola di Lorenzo Monaco (1400) raffigurante la Madonna con quattro santi.
In linea con la facciata della chiesa sorge l’agile campanile (1510-1592) con quattro campane e poggiante sulla roccia del sasso. Nel 1821 vi venne collocato un orologio ad una sola lancetta ,con quadrante di marmo bianco ed incise le dodici cifre romane ; sotto di esso fu apposta una meridiana solare. Purtroppo il congegno meccanico in ottone, che azionava una batteria suonante le ore , le mezze ore ed i quarti, è andato perduto.
Dal Santuario si prosegue sulla stradina sempre segnalata CAI n. 8 che ci porta, dopo circa 1 km ad un bivio. Giriamo quindi a destra lungo una strada sterrata che toccando Casa Castelluccio, prosegue nel bosco pianeggiante fino a Casa Malaspina (502 m. s.l.m.) e da lì fino al punto di partenza.
