Gruppo del Carega

Al margine nord tra le provincie di Verona e Vicenza, proprio ai confini con il Trentino si ergono le Piccole Dolomiti che, assieme al Massiccio del Pasubio, costituiscono le Prealpi Venete Occidentali.
Splendide montagne, che alle loro sorelle maggiori, le Dolomiti, invidiano solamente l’altezza: la cima più alta, cima Carega, raggiunge solamente, si fa per dire, i 2259 metri, un’altitudine da cui si parte normalmente per salire sulle grandi vette delle Dolomiti.
Le possenti torri rocciose, le guglie, i pinnacoli, le profonde e selvagge incisioni nei fianchi della montagna, la vegetazione caratteristica e le difficoltà alpinistiche sono del tutto simili a quelle che tanto hanno reso celebri le Dolomiti nel mondo.

27 agosto – Passo di Campogrosso (1456) – Rifugio Scalorbi (1767)

   Difficoltà  EE   –  Tempo di percorrenza ore 3.30   –   dislivello + 554  – 243
                     

E’ uno dei più attraenti itinerari delle Piccole Dolomiti che consente un’ intima conoscenza del Fumante attraverso un percorso vario per molteplicità di scenari. Alcuni tratti richiedono prudenza.
Da Campogrosso, seguendo il sentiero 157, si perviene alla Sella del Rotolon (m.1523 – ore 0.30 ).
Da qui a sinistra parte l’itinerario G05 salendo tra folti mughi e resti di trinceramenti di guerra.
Guadagnata la base delle guglie Gei la si oltrepassa attraverso uno spacco nella roccia sbucando nel Giaron della Scala. Si sale tra ripidi tornantini tenendosi sulla destra del pendio leggermente erboso fino a giungere a quota 1800, alla base della Guglia Cesareo, dove prende avvio l’it. 105 che prosegue diritto. Il sentiero G05 continua invece a destra con la serie di piccoli tornanti che lo portano con esili tracce a superare una stretta conoide ghiaiosa e a raggiungere una conca con massi, talvolta innevata, oltre la quale si apre la Forcella Lovaraste (m.1919 – ore 1,45)(con una breve deviazione per facili roccette si può raggiungere la croce in vetta a Cima Lovaraste m.1942). Si prosegue salendo l’erta costa a destra per guadagnare la Cima Centrale (m.1983) e calare poi sull’opposto pendio aggirando in quota, sul versante di Recoaro, il torreggiante Castello dei Angeli (c’è una corda fissa).Ci si cala per un breve canalino roccioso verso la testata dell’ampia conca dei Angeli, che si aggira tenendosi aderenti alle rocce per risalire subito il versante erboso del vallone e passare per la Forcella del Fumante (m1905). Risalita la cresta dell’ Obante, che alterna tratti assai ripidi, brevi ripiani e una cengia, ci si immette su una mulattiera di guerra che porta ad un pulpito erboso, impropriamente chiamato Passo dell’Obante (m.2010 – ore 3.00), dal quale lo sguardo spazia sull’ampio vallone di Campobrun dove si scorge il Rifugio Scalorbi. Si scende per tracce di camminamento, pendii mugosi e detriti fino a sbucare in prossimità del Passo di Pelagatta e raggiungere il vicino rifugio (m.1767 – ore 3.30)

28 agosto – Rifugio Scalorbi (m.1767) – Rifugio Fraccaroli (m.2230)

   Percorso A : Difficoltà EE – Tempo di percorrenza ore 4.00
                                           Dislivello  + 800   – 300
    
Percorso B : Difficoltà EEA – Tempo di percorrenza ore 4.30
                                           Dislivello  + 850   – 350

 Dal Rifugio Scalorbi su strada forestale si arriva al Rifugio Passo Pertica (m.1522 – ore 0.45)

Percorso A –  Via delle creste – Itinerario all’inizio un po’ faticoso ma di grande interesse panoramico dopo aver raggiunto il crinale della Costa Media.
Dal Rif. Passo Pertica si segue la strada continuandola anche dopo il primo tornante dove si stacca l’it. 109.
Superando anche il secondo tornante, fare attenzione, si stacca a quota 1580 ca. un sentierino sulla sinistra che sale ripido con varie serpentine fino all’innesto dell’uscita della via ferrata Biasin. Da qui si gira decisamente a destra per aggirare, meno ripidamente, uno sperone roccioso che domina la sottostante strada e Campobrun. Ci si immette sul versante orientale, fittamente ricoperto di mughi, della Costa Media che si segue diagonalmente fino ad aggredirla direttamente con numerose serpentine dentro due ripidi solchi. Superata ormai la vegetazione mugosa si giunge, con un ultimo pendio erboso, ai resti di una baracca nei pressi di una cava di marmo in disuso. Si è giunti così sulla sommità del crinale (m.2098 – ore 2.15), con meraviglioso panorama, dove si innesta a sinistra il sentiero alpinistico Angelo Pojesi n. G93. Si continua sempre in cresta abbassandosi di poco per salire a Cima Madonnina(m.2140) e scendere sulla Selletta di Costa Media (m.2109) dove incrocia una traccia di sentiero che collega Campobrun a Malga posta. Si risale nuovamente a quota 2236 e toccando altre elevazioni tutte oltre 2200 metri si arriva al Rifugio Fraccaroli (m.2230 – ore 3.15).

Percorso B – Sentiero alpinistico Angelo Pojesi – Il sentiero percorre il versante occidentale della CostaMedia in un ambiente selvaggio di alto interesse alpinistico. L’itinerario, pur essendo agevolato da mezzi fissi di sicurezza, per la sua esposizione è consigliato a comitive ridotte fornite della necessaria attrezzatura.
Dal Rif. Passo Pertica si scende per poche decine di metri lungo il versante di Ronchi obliquando sulla destra fino ad incontrare una cengia che incide orizzontalmente la rocciosa lastronata ovest della Cengia di Pertica. Questo tratto è tutto attrezzato con fune metallica e scalette. Si giunge in un ampio vallone che si aggira in tutta la sua ampiezza passando alla base di alte pareti rocciose dove si superano alcuni passaggi artificiali. Si raggiunge un erto pendio mugoso che si supera costeggiando le pareti stesse fino ad un costone aereo. Da qui si scende per circa 50 metri con l’aiuto di alcuni tratti di corda per attraversare, nei pressi di tre pini isolati, due solchi fino ad immettersi in un canalone ripido e roccioso. Prima con divertente arrampicata e poi con varie scalette e corde fisse si sbuca nella parte mediana della Conca di Malga Posta. Si seguono ancora in direzione est alcune serpentine per raggiungere il Sentiero delle Creste. Come l’altro itinerario si continua sempre in cresta abbassandosi di poco per salire a Cima Madonnina (m.2140) e scendere sulla Selletta di Costa Media (m.2109) dove incrocia una traccia di sentiero che collega Campobrun a Malga posta. si risale nuovamente a quota 2236 e toccando altre elevazioni tutte oltre 2200 metri si arriva al Rifugio Fraccaroli (m2230 – ore 3.45) appena sotto Cima Carega (m.2259).

FACOLTATIVO

Via ferrata Biasin – La via ferrata, breve ma impegnativa, si svolge nell’evidente gran camino inciso sulla destra della Cengia di Pertica guardando dal Passo omonimo; di qui, per detriti ghiaiosi, si perviene all’attacco in pochi minuti dirigendosi sulla parete di sinistra che si risale con una serie di pioli infissi nella roccia. Dopo una decina di metri si traversa a destra sopra un masso sporgente portandosi così nel colatoio: una seria di pioli e arpioni consente di rimontarlo verticalmente fino ad uscire su uno spiazzo erboso e mugoso dove termina la via attrezzata ( dislivello m.140 – ore 0.30 ). Una traccia di sentiero si collega con la Via delle Creste per salire al Rif. Fraccaroli o tornare al Passo Pertica.

29 agosto :  Rifugio Fraccaroli (m.2230)  –  Passo di Campogrosso m.(1456)
Difficoltà  EE  –  Tempo di percorrenza ore 2.30 –   dislivello -780

E’ la via normale di salita a Cima Carega. Comporta ridotte difficoltà e offre suggestività di panorami.
Dal rifugio si scende (segnavia 157) seguendo gli ampi tornanti della mulattiera di guerra fino a pervenire a bocchetta Mosca (m.2029). Si risale brevemente per poi ricalare per roccette (c’è anche una corda fissa) e dossi erbosi fino ad arrivare alla Bocchetta Fondi (m.2015) da cui si gode un appagante panorama su Campobrun. Tenendosi sulla destra su canalino e roccette si attraversa l’ampio anfiteatro per portarsi a sinistra a superare su altre roccette  una stretta e quindi continuare a scendere il ripido sentiero con tornanti tra mughi e ghiaie fino al Boale dei Fondi (m.1630). Costeggiando una parete di roccia si cala con ripide svolte fino ad un tratto pianeggiante che lambisce alla base l’ampio ghiaione del Prà dei Angeli. Girando a sinistra il sentiero guadagna la sella del Rotolon (m.1523) e continua a scendere lungo la dorsale entro un bosco di faggi fino al Passo delle Buse Scure (m.1475). Si prosegue sul crinale con saliscendi fino al Passo della Regina, si entra in un valloncello e per pascoli nei pressi di una Madonnina si giunge alla strada asfaltata che riporta al Passo di Campogrosso dove si conclude il nostro trekking.

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