Grignone, via normale invernale

Prealpi lombarde: Grignone, via normale invernale

26 e 27 gennaio 2013

Grigna Settentrionale – 2410 m

Provincia: Lecco
Punto di partenza: Cappella del Sacro Cuore 833 m circa
Versante di salita: E
Dislivello di salita: 1500 m
Dislivello totale: 3000 m
Tempo di salita: 3,30 h
Tempo totale: 7-8 h
Difficoltà: EE – A – F+
Punti di appoggio: Rif. Brioschi
Tipo di via: Via normale
Tipo di percorso: Traccia segnata
Attrezzatura: Piccozza e ramponi

La Grigna o Grignone o Grigna Settentrionale o, precedentemente, monte Coden è la vetta più alta del gruppo delle Grigne, posto in provincia di Lecco a cavallo tra il Lago di Lecco e la Valsassina. La vetta massima raggiunge i 2410 m s.l.m. e, appena sotto, ospita il Rifugio Brioschi, uno dei rifugi storici delle Prealpi lombarde, di proprietà del CAI di Milano. La montagna è essenzialmente composta da tre versanti: il sud – occidentale, il più scosceso e alpinisticamente interessante, che scende verso il Lago di Lecco, l’orientale, prativo e boscoso, che digrada regolare verso la Valsassina, e quello settentrionale, che forma una grande conca di natura glaciale (Moncodeno) abbassandosi verso il Passo del Cainallo e la zona di Esino Lario, versante molto noto in ambito speleologico per la gran quantità di cavità e abissi, alcuni dei quali di notevole profondità, come il “Complesso dell’Alto Releccio”, che rappresenta uno dei sistemi carsici più profondi d’Italia. La via normale di salita è sul versante orientale, ed ha inizio a Pasturo. Nel campo alpinistico la Grigna è conosciuta per le arrampicate al “Sasso Cavallo”, che nella parete sud contiene vie fino a 500 metri. Tra queste le più famose sono la “via del Det”, la “Cassin”, la “via della Luna”, l'”altra faccia della Luna”, “10 piani”, “Ibis” e “Cavallo Pazzo”.

Introduzione:

Salita impegnativa e faticosa che sicuramente merita di essere fatta in quanto l’ambiente è sicuramente tra i più belli delle prealpi lombarde, a volte si ha la sensazione di trovarsi in cima a un 4000 tanta è la bellezza. È una salita da affrontare con un buon allenamento, meglio se lo si è anche sulla neve poichè la stanchezza si fa sentire nelle gambe con anticipo. Il dislivello può variare tra i 1500-1700 m. circa, in funzione della località di partenza. In entrambi i casi si consiglia di arrivare all´ultimo tratto dell´ascesa con un pò di forze di scorta nelle gambe, poichè la pendenza di questo è alquanto notevole. Per questa invernale è consigliabile avere la picozza, indispensabile avere i ramponi nello zaino, non sempre i bastoncini sono sufficienti, soprattutto in presenza di ghiaccio, non raro, in considerazione che la cresta finale è spesso ventilata. Il tempo di salita naturalmente dipende da molte variabili, non ultimo le condizioni atmosferiche e la presenza di ghiaccio. Mettere comunque in preventivo da 3 a 4 ore per la salita e circa 3 per la discesa.

Accesso:

Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull’Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all’uscita dell’ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Poco prima di arrivare al Colle del Balisio (m. 723), imbocchiamo una stradina sterrata sulla sinistra, situata tra un distributore Tamoil e una cooperativa agro-alimentare.
Percorriamo questa stradina addentrandoci nella Val Pioverna. Un primo ponte ci consente di valicare il torrente L’Amna che scende dalla Valle del Gerone poi la strada prosegue sempre più stretta e attraversa il Pioverna, infine superiamo il torrente Acqua Fredda e arriviamo alla Cappelletta del Sacro Cuore dove parcheggiamo (m. 833).
Durante l’inverno, la strada è sempre in ombra e pertanto può essere ghiacciata. In questo caso è necessario lasciare l’auto subito all’inizio o in un piccolo slargo più avanti e percorrere anche questo tratto a piedi. Ad ogni modo, anche nella bella stagione, la strada va percorsa con cautela in quanto è piuttosto sconnessa.

Salita:

Partendo dalla cappelletta e con il bel tempo dopo breve tempo si perviene in prossimità di alcune baite da dove si può ammirare tutto il versante est del Grignone, con la pista di salita al centro e il rif. Brioschi nel punto più alto alla alla sinistra, posto a pochi metri sotto la cima. Vederlo da qui crea un doppio stato d´animo, positivo per la bellezza della parete, di meraviglia per la distanza che ci separa dalla vetta. In entrambi i casi lo spettacolo è bellissimo. Il sentiero prosegue evidente e dopo poco si incontra un segnavia con le indicazioni per il rif. Tedeschi al Pialeral posto a 1400 m. circa, prima che una valanga lo radesse al suolo. In prossimità è comunque risorto il rifugio derivato da un´abitazione del gestore. Il percorso fin qui si svolge prevalentemente in mezzo al bosco e con scarsa presenza di neve. Dalla partenza 1 h circa.

Lasciato alle spalle il Rif. Tedeschi si prosegue per sentiero o comunque con evidente traccia su neve, con media pendenza. Dopo poco si incontra sulla sinistra un segnavia che indica la via estiva che porta verso il bivacco Merlini e in media pendenza. Tralasciata questa indicazione si prosegue verso una baita denominata “ai Comoli” (1980 m circa. e 2 h circa) e presso la quale ci si ferma per prender un pò di respiro e/o per un ristoro energetico. Il panorama che si presenta davanti è spettacolare e spazia dalla Grignetta al Resegone, piuttosto che alla piramide della Sodadura e allo Zuccone Campelli e al Pizzo dei Tre Signori. Da qui in poi la pendenza aumenta e in funzione dell´innevamento e dalla sua durezza potrebbe essere necessari calzare i ramponi. Messili qui bisogna tener presente che l´andatura diventa un pò rallentata e tener conto di circa 2 h di cammino. La traccia resta sempre evidente anche in condizioni di poca visibilità poichè sono stati piantati diversi paletti colorati e nel tratto di cresta tra di loro sono uniti da una corda che serve solamente come aiuto a non perdere la traccia. Al termine di questo tratto si sbuca in prossimità di una sella dove il panorama spazia ulteriormente, sia verso la Valtellina che verso le alpi svizzere e verso il gruppo del Monte Rosa. Da qui in poi abbiamo sicuramente calzato i ramponi, ma spesso anche prima. Da adesso in poi la salita deve essere fatta conparticolare attenzione sia per la presenza di cornici di neve sul lato destro verso il versante nord, che per possibili tratti ghiacciati. Da qui si comincia ad intravvedere l´affilata cresta finale, prestare particolare attenzione soprattutto in disceca e dopo un pò la nostra meta, il rif. Brioschi (2410 m), posto qualche metro sotto la croce della vetta del Grignone. Ultimo sforzo in forte salita, attenzione a eventuali placche di ghiaccio, da percorrere con piede sicuro e con l´ausilio della picozza. Dal rifugio, meglio dalla croce, si può ammirare uno spettacolo veramente appagante che ci compenserà ampiamente dello sforzo sostenuto per arrivarci. Il panorama stupendo spazia a 360° dal Monte Rosa al Cervino, alle alpi Svizzere e a quelle della Valtellina, dal monte Disgrazia al Pizzo Bernina e in giornate particolarmente limpide si può vedere il Monviso che fuoriesce, spesso, da una coltre di nuvole. La meta poi è molto rinomata e conosciuta e la domenica è sempre percorsa da persone e il rifugio affollato. La sosta diventa piacevole e tonificante per le nostre gambe che dovranno affrontare la lunga discesa di ritorno. Se poi si è fortunati si può ammirare la croce della vetta e il rifugio così come è capitato a me (vedi foto). Non sottovalutare la discesa, in particolare nel tratto iniziale che è il più ripido. Tenere in considerazione la lunghezza del percorso e la stanchezza accumulata. L’escursione completa dura dalle 7 alle 9 ore.

Discesa: come per la salita.

Note:

Attenzione alle cornici di neve formate dal vento, spesso presenti nel versante NW e ai tratti di ghiaccio presenti anche sulla pista.

Lascia un commento

Chiudi il menu