Ferrate Resegone

Ferrate sul Monte RESEGONE

Sabato 17 e domenica 18 settembre 2011

L’insieme della montagna, giustamente celebre grazie alla descrizione che ne ha fatta il Manzoni nei
“I Promessi Sposi”, porta il nome di Monte Serada, e la sua corona terminale viene tradizionalmente chiamata Resegone, a causa dei suoi molteplici denti rocciosi che veramente la fanno assomigliare ad una sega di gigantesche dimensioni. L’aspetto di grande sega si presenta a chi lo osserva da Lecco, o fin dalle pianure Milanesi. Sul versante lecchese il Resegone, che raggiunge l’altezza di 1874 metri, è nudo, scosceso a grandi linee, imponente e maestoso, e signoreggia su tutti gli altri monti. Esso è composto di dolomia principale o lariana, la sua cresta è composta da una dozzina di denti o punte di cui nove sono visibili da Lecco. Il primo dente, alto 1757 metri, di forma tondeggiante è il Pizzo di Morterone, viene poi un dente piramidale, chiamato Pan di Zucchero, seguito da un dosso sulla sua destra alto 1809 metri. Segue ancora la vetta più elegante di tutta la cresta, il Dente per eccellenza, alto 1810 metri. Meno ardita è la cima successiva, di 1849 metri, formata da due prominenze di cui la più importante è la Punta Stoppani, da dove scende poi il canalone di Val Còmera. La vetta più elevata del Resegone è il tozzo mammellare con due cime di quasi eguale altezza, 1874 metri, da lungo tempo conosciuto col nome di Punta della Croce, proprio a causa di una grande croce infissa alla sommità.

SABATO 17 SETTEMBRE

Da Lecco si sale fino alla stazione a valle (m.625) della funivia per i Piani d’Erna nel cui parcheggio lasceremo le auto.

Percorso A – Via ferrata Pizzo d’Erna (m.1362).

Tempo di percorrenza: ore 4.00
Dislivello: + m. 750 – m. 150

Vedi descrizione : https://www.vieferrate.it/ferratapianierna.htm

Terminata la ferrata dalla vetta del Pizzo d’Erna si scende per sentiero ai Piani D’Erna (stazione a monte della funivia) e da qui in pochi minuti si raggiunge il Rifugio Marchett (m.1253) dove pernotteremo.

Percorso B – Escursionistico.
Tempo di percorrenza: ore 2.15
Dislivello: + m. 654

Dal parcheggio della funivia ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala i vari percorsi.
Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e procediamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiunta una strada asfaltata, andiamo a sinistra come indica un cartello (a destra invece si va verso il rifugio Stoppani). Dopo aver percorso pochi metri, imbocchiamo sulla destra la seconda stradina sterrata all’inizio della quale un cartello indica il sentiero che dovremo percorrere (Sentiero dei Carbonai n. 18 Versasio – Morterone ore 2,50). Ci incamminiamo quasi in piano tra prati e alberi. Più avanti ci immettiamo su un altra carrareccia con il fondo in cemento andando a destra in salita.
Ignoriamo una deviazione a destra che porta solo in un prato e, quasi in piano, raggiungiamo un bivio. Un bollo rosso segnala di proseguire diritto in salita, ignorando il ramo di sinistra in discesa.
La carrareccia torna quasi pianeggiante. Raggiunto un altro bivio, seguiamo una freccia che indica di andare a sinistra. Trascurata un’altra deviazione a sinistra raggiungiamo un altro bivio e andiamo a destra in leggera salita. La stradina ormai è diventata un sentiero. Tra alberelli di noccioli iniziamo a salire alternando tratti più o meno ripidi. Raggiungiamo il primo traliccio della corrente uscendo per un attimo dal bosco e continuiamo poi in lieve salita fino a trovare una croce di ferro che ricorda una persona deceduta nel ’22. Riprendiamo a salire passando accanto a una roccia. Ignoriamo un sentiero a sinistra chiuso da alcuni rami e raggiungiamo una breve paretina quasi in verticale che possiamo agevolmente risalire con l’aiuto di una catena (m. 760). Il sentiero ora prosegue ripidamente tra radi alberi. Sulla destra vediamo uno scorcio del lago di Garlate e subito dopo passiamo accanto ad una ripida e liscia parete. Superiamo un secondo traliccio, rientriamo nel bosco e proseguiamo alternando tratti in leggera salita ad altri con maggior pendenza.
Più avanti una apertura tra gli alberi ci regala una bella vista panoramica sulla Grignetta (m. 900).
Il sentiero ora si allarga, superiamo alcuni gradini di roccia e raggiungiamo un altro pilone. Rientrati nel bosco saliamo in modo assai ripido su fondo roccioso. Incrociamo nuovamente i fili della corrente (altro tratto allo scoperto).
Saliamo o aggiriamo una roccetta e sempre su fondo roccioso perveniamo ad un bivio; possiamo aggirare un saltino di roccia sulla sinistra o risalirlo tenendoci così lontani dal precipizio.
Continuiamo su roccette in ripida ascesa contornando un salto verticale protetto da un albero abbattuto e messo di traverso. Il sentiero è abbastanza ampio e non particolarmente esposto; basta mantenere la normale prudenza. Superato questo tratto, continuiamo con minore pendenza e raggiungiamo il Passo del Cammello (m. 1050); la parte più faticosa è terminata. Ora la vegetazione cambia ed entriamo in una bella e folta faggeta. Camminando quasi in piano arriviamo ad un bivio; un cartello indica sulla sinistra Erna a 35 minuti. In salita, superiamo uno strappetto e poi, dopo un tratto in leggera discesa, vediamo un altro cartello su di un faggio che segnala i Piani d’Erna a 20 minuti. Ancora una salita e poi, dopo una breve discesa, attraversiamo il letto di un torrente che troviamo in secca. Risaliamo ripidamente l’altro versante e poi continuiamo con minore pendenza. Siamo oramai quasi al termine del bosco, sulla sinistra c’è un prato. Un cartello indica a chi proviene da Erna il nostro sentiero. Lasciato il percorso principale deviamo a sinistra (cartello su un faggio: sentiero 18) e saliamo con alcuni piccoli tornanti tra faggi e betulle. Un tratto con maggior pendenza ci porta ai bordi occidentali dei Piani d’Erna dove sorge il santuario della Madonna della Neve. Passando a lato della chiesetta, raggiungiamo le altre case del Vecchio Borgo e il rifugio Marchett (m. 1253) dove ci ricongiungeremo con il gruppo che ha percorso la ferrata.

DOMENICA 18 SETTEMBRE

Percorso A – Ferrata Gamma 2

Estremamente difficile – Dal rifugio Marchett si torna brevemente ai Piani d’Erna poi:
vedi descrizione: https://www.vieferrate.it/ferrataresegone.htm
Arrivo al Rifugio Azzoni (m.1853) e alla vetta del Resegone (m.1875)

Percorso B – Ferrate del Centenario e De Franco

Media difficoltà – Dal rifugio Marchett si torna ai Piani d’Erna poi con il sentiero n.5 fino al Passo del Fò (m.1296) dai pressi del quale inizia la ferrata del Centenario,
vedi descrizione: https://www.vieferrate.it/ferratacentenariores.htm.
All’uscita della ferrata ci si immette sul sentiero n.1 e si raggiunge in breve l’attacco della ferrata De Franco
vedi descrizione : https://www.vieferrate.it/ferratadefranco.htm

Arrivo al Rifugio Azzoni (m.1853) e alla vetta del Resegone (m.1875)

Percorsi A e B – Tempo di percorrenza: ore 6.00
Dislivello: + m.650 – m.650 (con discesa in funivia)

Percorso C – Escursionistico

Tempo di percorrenza: ore 5.00
Dislivello: + m. 750 – m. 750 (con discesa in funivia)

Dalla stazione a monte prendiamo una stradina asfaltata che scende verso sinistra. Ignoriamo poi una deviazione sulla destra che conduce ad una area picnic e alla Fonte Acqua Salute. La strada diventa sterrata. Superiamo una grotta con una madonnina, la Baita del Sole, un imbocco del Sentiero Natura e raggiungiamo la Bocca d’Erna (m. 1291). Qui troviamo un crocifisso, tre panchine e l’inizio di diversi sentieri.
Prendiamo dunque il sentiero n. 7 che sale tra i prati con bella vista sulle Grigne a sinistra.
Passiamo sotto i fili della corrente e ci immettiamo su una stradina sterrata. I segnavia indicano a destra il Sentiero Natura. Andiamo invece a sinistra in piano passando sotto i cavi di uno skilift.
Poco dopo raggiungiamo la sorgente Acqua della Pesciola (m. 1325). L’acqua esce da un tubicino e riempie una grande vasca. Alcuni segnavia indicano il Passo del Giuff a ore 0.30 e Le Forbesette a ore 1. C’è anche un cartellone che parla delle sorgenti. Ignorato un sentiero che scende a sinistra, riprendiamo a salire abbastanza ripidamente tra i prati e raggiungiamo un bosco (m. 1360). Qui alcuni segnavia indicano nella nostra direzione di marcia: il Passo del Giuff, il Rifugio Azzoni e il Resegone. Passiamo sotto i cavi di una vecchia funivia, percorriamo pochi passi in un prato e rientriamo nel bosco. Transitiamo sotto i cavi di un altro impianto di risalita. Su di un albero un cartello indica il percorso MTB Trek 7. Il sentiero continua con vari brevi saliscendi nel bosco.
Percorriamo pochi passi su fondo roccioso e superiamo un canale di sfasciumi.
Troviamo un sentiero che scende a sinistra e un cartello che indica in quella direzione il Rifugio Marchett a ore 0.35. Continuiamo alternando tratti in piano e con poca pendenza, poi in salita percorriamo un tratto incassato nel terreno e arriviamo ad un bivio. A sinistra un sentiero continua tra l’erba mentre a destra vengono segnalati il Passo del Giuff, la Val Caldera, le Forbesette, il Rifugio Azzoni e Morterone. Continuiamo verso destra nel bosco, ora abbastanza rado da consentire una bella vista sulle Grigne e sui Piani d’Erna. Poi saliamo ripidamente e ad un bivio andiamo a sinistra. Alcuni gradini di legno e poi di pietra conducono all’intaglio tra due rocce del Passo del Giuff (m. 1531). Oltre il passo, ignoriamo un sentiero che scende a sinistra verso la Bocchetta del Frate-Olino in ore 0.55 e continuiamo sulla destra.
Poco dopo troviamo un altro bivio. Lasciamo a destra il sentiero n. 8 per esperti, che sale alla Cresta Nord, Punta Cermenati in 3 ore e continuiamo in discesa a sinistra verso le Forbesette segnalate a ore 0.25, la Passata, il Rifugio Azzoni e Morterone. Scendendo troviamo alcuni cartelli che segnalano il divieto di caccia ed una zona a maggior tutela. Quasi in piano, lasciamo a destra una roccia, poi passiamo tra altre due e percorriamo un breve tratto in discesa.
Continuiamo poi a scendere con minore pendenza e, quasi in piano, passiamo accanto ad una rudimentale panchina fatta con tre tronchi. Torniamo a scendere su fondo roccioso per un breve tratto, poi quasi in piano arriviamo alle Forbesette dove troviamo due tavoloni in legno e relative panche (m. 1378). Da sinistra arriva il sentiero n. 17 che imboccheremo. Poco dopo arriviamo alla sorgente. Da un rubinetto esce un po’ d’acqua; è quanto rimane dopo che le acque sono state incanalate e raccolte nel serbatoio di cemento. Raggiungiamo un altro bivio: i segnavia indicano a sinistra: calchera – carbonaia a ore 0.10, Alpe Costa del Palio a ore 1, La Passata a ore 1.45, Rifugio Tironi-Consoli; diritto: vetta del Resegone e Rifugio Azzoni a ore 1.15. Continuiamo diritto. Dopo una breve salita, percorriamo un lungo tratto con poca pendenza e poi torniamo a salire.
In leggera salita raggiungiamo il bivio (m. 1495) con il sentiero 571 che sale da Brumano/Fuipiano. I segnavia indicano diritto: Monte Resegone a ore 0.35; dietro: Passo del Giuff a ore 1; a sinistra: Brumano e Fuipiano a ore 0.55.
Troviamo poi, una dopo l’altra, due corte transenne di legno a lato del sentiero.
In salita arriviamo ad un altro bivio (m. 1525). Continuiamo diritto e ignoriamo una variante al tratto finale del sentiero 13 che scende a sinistra. Dopo un tratto meno faticoso riprendiamo a salire passando tra alcune roccette. Poi la pendenza diminuisce.
Usciamo dal bosco (m. 1570) e, lassù in alto, vediamo la cima del monte ma solo per un breve tratto, poi quando pieghiamo a destra, scompare alla vista.
Il percorso ora è pietroso e sempre più ripido; a volte si divide in varie tracce che si affiancano e intersecano, fino ad arrivare a una bocchetta in cresta (m. 1835). Qui un cartello indica a sinistra: creste-Passata a ore 2.30; a destra: Rifugio Azzoni a ore 0.10.
Proseguiamo con delle roccette, a volte scavate come una trincea, e ben presto torniamo a vedere la grande croce e la costruzione bianca e rosa dell’Azzoni. Ancora pochi passi quasi in piano e la raggiungiamo.

Il rientro per tutti e tre i percorsi avverrà lungo i sentieri 1 e 5 fino ai Piani d’Erna. Da qui possiamo decidere se rientrare alle auto a piedi o utilizzare la funivia risparmiandoci così ca. 700 m. di discesa.

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