FERRATA DI BADOLO

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FERRATA DI BADOLO – MONTE DEL FRATE -CENGIA DI NANDO – MONTE ADONE

Domenica 13 marzo 2011

INTRODUZIONE

In provincia di Bologna a Sasso Marconi,ha luogo il nostro particolare itinerario,in un area che e’ sotto tutela naturalistica ed e’ stata proposta quale “RISERVA NATURALE GEOLOGICA”. L’insieme di rupi rocciose strapiombanti,ben visibili dall’autostrada,costituiscono il “CONTRAFFORTE PLIOCENICO”. Sono il risultato della sedimentazione di sabbie e ghiaie trasportate dai torrenti Setta,Reno, Zenda e Indice che sfociavano in un golfo marino (PIANURA PADANA) tra i 5 e i 2 milioni di anni fa’,su una costa di 15 Km. A causa del basculamento del livello del mare (Glaciazioni e Deglaciazioni) susseguirono vari cicli di sedimentazione. I successivi sollevamenti le innalzarono di 600m,consentendo all’erosione eolica di dargli le forme attuali.
L’itinerario di oggi,ci permettera’di attraversare la curiosa CENGIA DI NANDO situata alle pendici del monte Frate, nonche le due vette piu’ importanti del comprensorio “Badolese” il Monte Frate 547 mt” e il Monte Adone 654mt.

IL PERCORSO

Lasciate le auto nel piccolo piazzale di fronte alla piccola chiesetta di Badolo in una mezz’oretta, per uno stretto e scosceso sentiero,aggirando alcune delle 180 vie d’arrampicata,si raggiunge l’attacco delle via ferrata.Costruita nel 1976 dagli alpinisti per facilitare l’accesso alla parete alta,e’ lunga 97 mt, e si percorre in circa 1’ora e 30.Presenta tratti impegnativi,con 2 scale strapiombanti e tacche scavate nella roccia da volenterosi “scalpellini”. Fatta la ferrata,si torna nuovamente alla chiesa di Badolo, si segue un brevissimo tratto di strada asfaltata per poi prendre a destra il sentiero CAI 110. Questo e’ una piccola parte di una antichissima via Romana del 187 a.c. che andava da Bologna a Firenze,la “VIA DEGLI DEI”. Lo abbandoniamo subito dopo per dirigersi verso una stretta ed esposta cengia (CENGIA DI NANDO) a meta’ di una lunga e sinuosa placconata grigia interrotta da spicchi e strapiombi lunga 1,5Km e coronata da un bosco di lecci che culmina col Monte del Frate (547 mt). La si segue superando alcuni tratti aiutati da una serie di chiodi infissi nella roccia alternati a lievi saliscendi,con possibilita’ di percorrere il piu’ agevole sottostante sentiero. Alcuni passaggi piu’ delicati richiedono anche l’uso delle mani. Passato il piccolo “BIVACCO BADOLO” lasceremo la cengia seguendo sulla nostra sinistra un sentiero bollato colore BLU, che ci portera’ dopo aver passato alcune roccette alla sommita’ del MONTE DEL FRATE 574mt,splendido balcone panoramico. Rientreremo quindi nel fitto bosco di faggi e castagni percorrendo un tratto del sentiero “ANELLO DI MONTE FRATE” ,sino a raggiungre la localita’ di Campiuno (471 mt). Da qui per ripido sentiero si raggiunge la massima elevazione del contrafforte del Monte Adone (645 mt) Una parete tipo dolomitico,solcata da fessure,camini con cresta contornata da torrioni. Le pareti sono ricche di fossili e negli anfratti nidi di rapaci. Anche qui si contano 20 vie di risalita (La prima nel 1929).Mentre facciamo una meritata sosta,all’orizzonte si vedono il Monte Cusna,il Corno alle Scale,il monte Cimone. A sud-ovest i bastioni del Monte Sole, a nord-ovest Badolo e Monte del Frate. In lontananza se siamo fortunati anche le Alpi. Siamo a 654 mt ma sembra di essere sul punto piu’ alto della terra!!!!!. Si aggira il monte e si prosegue per sentiero in discesa fino a raggiungere un gruppetto di case . Qui’ nel 1989 nasce grazie ad un gruppo di volontari il “Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica dove sono ospitati circa 250 animali ed e’ visibile gratuitamente su appuntamento. Si ritrova il sentiero 110 e passando per la sommita’ del Monte del Frate ci aspetta un rientro molto panoramico e tra i fossili di Ostriche, Lecci ed Aceri ritorneremo alla chiesa di Badolo.

DIFFICOLTA EEA EE

DISLIVELLO SALITA 400 mt

DISCESA 400 mt

TEMPO DI PERCORRENZA 6 ORE

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