FERRATA DEGLI ARTISTI a Finale Ligure
Sabato 7 e Domenica 8 maggio 2011
IL GIRO DEL MONTE SORDO
INTRODUZIONE
Il trek di oggi ci permettera ’ di conoscere uno dei borghi piu’ noti del Finalese, FINALBORGO. Un’ antico nucleo medievale circondato da mura quattrocentesche, tutt’ora intatte, recensito come uno dei comuni piu’ belli d’Italia. Avremo modo di ammirare il Castel San Goiovanni, costruito nel 1640 per rafforzare le difese dagli spagnoli, e il Castel Gavone, imperiosa struttura a dominio del golfo di Finale Ligure, adesso in ristrutturazione. Due grotte di rara bellezza, la Grotta dell’edera e l’enorme grotta della Pollera. Goremo di un panorama mozzafiato dal Bric del Frate (387 mt).
ITINERARIO
Dalla piazza del Tribunale di Final Borgo si inizia a salire (Segnavia DUE PALLINI ROSSI) lungo l’antico tracciato della strada della Regina o via Beretta, inizialmente lastricata da coloratissimi mattoncini rossi che successivamente lasciano spazio all’antico lastricato di pietra e lavagna. Si toccano Castel S.Giovanni e le rovine del Castel Gavone.Si passa quindi dalla frazione di Perti,con la chiesa di S.Eusepio e percorrendo la carrozzabile asfaltata ammireremo la stupenda chiesa Dei Cinque Campanili. (Stupendo esempio di architettura rinascimentale in liguria) Si continua percorrendo la Valle Utra sino al caratteristico nucleo di Case valle.(Colore Ocra). Si prende a destra in mezzo alle case il sentiero con (Segnavia TRE PALLINI ROSSI) che sale verso S.Antonio. Poco prima di raggiungere un colletto si nota una deviazioni sulla sinistra che passando nei pressi di un’antica cava permette di raggiungere attraverso una cengia, un finestrone naturale affacciato sulla grotta dell’Edera. Si torna indietro per 200 metri e prendendo una scoscesa deviazione sulla sinistra si raggiunge la base della parete rocciosa nei pressi dell’entrata inferiore della Grotta dell’Edera. (CHI VUOLE CON L’AIUTO DI CORDE FISSE E FRONTALE ATTRAVERSANDO UNA PICCOLA CAVITA’,PUO’ ENTRARE NELLA PARTE INTERNA DELLA GROTTA). Si costeggia la base della parete verso sinistra toccando la PARETE DIMENTICATA DEL MONTE SORDO ed fino ad arrivare ALLA PARETE DI ARRAMPICATA “LO SPECCHIO”. Si scende con il sentiero sul fondo della vallata aggirando un altro settore di PARETI ROCCIOSE D’ARRAMPICATA CHIAMATE L’ALVEARE sino a giungere nei pressi di un ruscello,dove si incontra il tracciato contrassegnato (DUE PALLINI ROSSI). Giunti all’altezza di una grossa pietra lasceremo il sentiero per risalire sulla destra lungo il sentiero che ci condurra’ all’ingresso della GROTTA DELLA POLLERA. (CHI VUOLE CON L’AIUTO DI FRONTALE PUO’ ISPEZIONARE LA GROTTA FINO AD UNA PICCOLA STANZA INTERMEDIA-SE FORTUNATI POSSIAMO VEDERE ACHE QUALCHE PIPISTRELLO). Dopo una breve sosta risaliremo sulla destra sentiero (BOLLATO DI BLU) fino a raggiungere un colletto e con la successiva discesa raggiungeremo la VAL ERGEA
fino a ritrovare il sentiero (DUE ROMBI ROSSI) Continueremo a seguirlo girando alla sinistra e in circa 15 minuti raggiungeremo tramite il sentiero (DUE ROMI ROSSI E CROCE ROSSA) la vetta del BRIC DEL FRATE (387 mt). Da qui si torna indietro per il sentiero fatto precedentemente che scende in Val Ergea.Risaliremo un piccolo boschetto sempre seguendo il sentiero(DUE ROMBI ROSSI) che permette di raggiungere un bivio nei pressi dei caratteristici TRE FRATI. Di ritorno
al bivio si prosegue sul sentiero piu’ basso SENTIERO (TRE PALLINI ROSSI) andando a passare sotto al BRIC SCIMARCO e risalire il colletto dal quale in breve si raggiunge con una deviazione sulla sinistra per la chiesa di S.Antonio (PUNTO PANORAMICO). Ritornati al colletto si prende a sinistra e di qui’ in breve si raggiunge l’itinerario percorso all’andata che riporta passando per le case VALLE E PERTI a FINAL BORGO
DIFIICOLTA E-EE (In Alcuni Tratti)
DISLIVELLO SALITA 500 MT
DISLIVELLO DISCESA 500 MT
ORE 5
Ferrata degli artisti
INTRODUZIONE
Con i suoi 1335 mt di altezza il Bric Agnellino costituisce la seconda vetta delle Alpi Liguri, compreso tra l’Albenganese ed il colle di Cadibona. La Ferrata degli Artisti, geograficamente situata nella valle del Maremola nel comune di Magliolo (SV), si sviluppa su una bella cresta facente parte della Costa Dei Balzi Rossi. I Balzi Rossi (Il nome deriva dalla superficie che evidenzia una peculiare roccia di colore rossastro che nel dialetto di Mentone si chiama Baussi Rossi,”ovvero rocce rosse”), sono uno dei più importanti siti preistorici europei e mondiali con tracce della presenza dell’uomo fin da 240.000 anni fà. Di rara bellezza sono le molteplici grotte esplorate fin dalla metà dell’ottocento dal principe di Monaco Florestano I, che portarono alla luce imponenti depositi stratificati che hanno restituito informazioni fondamentali sulla storia dell’Homo Erectus e dell’Uomo di Neandertal, nonché dell’Homo Sapiens.
La Ferrata degli Artisti e’ stata attrezzata nel 2003, cosi definita per la presenza sul percorso di varie pitture rupestri ad opera di Mario Nebiolo, medico e scalatore con la passione della pittura.
ACCESSO
Da Genova autostrada A10 – uscita Finale Ligure. Dal casello si prende a destra la S.S. 490 per il Colle del Melogno e superato Gorra si segue per Magliolo ove, dietro la chiesa, si imbocca la strada che risale la valle, divenendo sterrata nell´ultimo tratto (fondo comunque buono). Parcheggio in uno spiazzo antistante la sbarra che impedisce di proseguire ai mezzi non autorizzati.
DESCRIZIONE DELLA FERRATA
Superata la sbarra, affiancata dal cartello descrittivo del percorso si segue l´ampio sterrato, in parte in discesa, fino ad arrivare in prossimità di una curva dove sulla destra si stacca un sentierino bollato in rosso che, mantenendosi prevalentemente sul versante meridionale, tra vegetazione e facili roccette affioranti sulle quali si trovano i primi spezzoni di cavo metallico, risale il costone sino alla base di una parete rocciosa, ove inizia la ferrata (675 m, 30´ dalla sbarra). Dall´ attacco si affronta subito un tratto verticale attrezzato con numerosi pioli, per poi tornare con esposto passaggio verso destra alla sommità del primo risalto dello sperone. Si prosegue lungo un tratto di roccette abbattute, in direzione di un secondo, breve risalto di roccia rossa caratterizzato da una appuntita guglietta, se ne sale lo spigolo di sinistra, quindi un aggettante saltino di un paio di metri per poi proseguire su un ampio spallone con vegetazione fino ad uno speroncino a sinistra di un canale alberato. Lo si rimonta, breve strapiombino iniziale, per poi traversare nel canale stesso e continuare lungo la cresta in un susseguirsi di risalti alternati a facili roccette fino ad una spalla, da cui sulla sinistra si diparte una prima via di fuga che porta al sentiero di discesa. Giunti al successivo torrione, lo si aggira alla base sul lato settentrionale e per un canale con un masso incastrato, si raggiunge una forcella alle spalle del torrione stesso. Da questa si scala il verticale muro sulla destra, anch´ esso oltremodo attrezzato, e oltrepassato un secondo colletto pianeggiante, in successione si salgono due erti speroncini al di là dei quali si scende per cresta alla successiva forcella, da cui si gode un´ emozionante vista sul ponte sospeso su un profondo vallone. Lo si attraversa in piena sicurezza (42 metri), oppure lo si aggira a destra (indicazioni) e una volta dall´ altra parte i due percorsi si ricongiungono, per inerpicarsi sulla bella parete del Briccu Beretta a prendere il filo di spigolo, che si supera con estetica scalata (IV+, tratto chiave). Quando questo si abbatte, si esce a destra per poi ritornare nuovamente sull’aereo filo dello sperone, superare un canale erboso e salire un altro sperone più breve e meno esposto del precedente. Quindi, camminando ci si porta sotto ad un muretto (figura umana dipinta), lo si rimonta proseguendo lungo la cresta, facile ma intervallata da brevi saltini rocciosi, fino all´ennesima forcella, dove si incrocia una seconda via di fuga che subito si raccorda col sentiero di discesa. Ormai prossimi alla fine, si aggira la cresta a sinistra, si supera un breve muretto che riporta sul filo, e continuando per questo se ne scavalca l’ultimo risalto, oltre il quale la cresta si abbatte portando all´anticima (1309) dove termina la ferrata. Per raggiungere la vetta, si prosegue brevemente ad un colle, da dove lungo una traccia si risale il boscoso versante meridionale del Bric Agnellino (15´ dall´ anticima).
DICESA
Dalla vetta si ritorna al colle, dal quale si scende a destra (sinistra arrivando dal termine della ferrata) passando alla base delle strutture rocciose sommitali e imboccando uno scosceso canalone, molto infido in caso di bagnato o neve residua. Aiutati da un cavo, si superano alcuni passaggi esposti, giungendo in breve ad un colletto ove si raccorda la via di fuga superiore, quindi si prosegue ancora su ripido terreno franoso, sino ad un ultimo saltino roccioso attrezzato. Entrato nel bosco, il sentiero procede con percorso a mezza costa, dapprima verso SE e quindi verso S con alcuni scorci sugli speroni dei Balzi Rossi, raggiungendo un costone lungo il quale si scende in direzione ESE. Quando il costone perde pendenza e si incontrano i primi faggi di grossa taglia, il sentiero piega verso settentrione, con percorso sempre a mezza costa, per poi riprendere ad abbassarsi nuovamente più avanti ed incontrare, sulla sinistra, la traccia della prima via di fuga. Tornato abbastanza ripido, il sentiero riprende a scendere nel bosco verso est, fino a confluire nello sterrato dell´ andata, seguendo il quale a sinistra si ritorna al punto di partenza incrociando la deviazione che porta all´ attacco della ferrata.
DIFFICOLTA’: EEA
DISLIVELLO SALITA: 750 mt
DISLIVELLO DISCESA: 750 mt
TEMPO SALITA: 3’30 ORE
TEMPO DISCESA: 2’00 ORE
