Alpe Cavarzano

Alpe Cavarzano: Montepiano – Poggio di Petto

L’escursione ha inizio da Montepiano (mt 700 slm), posto tappa GEA, seguendo il sentiero n° 23 che coincide nella prima parte con la carrozzabile via della Badia (diramazione verso ovest dal limite meridionale del borgo in corrispondenza dei giardini pubblici).
La strada, che nella buona stagione è passeggiata frequentatissima, attraversa zone residenziali (villaggio Galletti-Gualtieri) , il centro turistico Chalet del villeggiante con annessi impianti sportivi ed il laghetto realizzato sbarrando il corso del fiume Setta. Seguono il recente Villaggio S.Carlo e l’omonima fattoria con centro ippico; sulla sinistra la Casa del Molino, antico impianto molitorio restaurato ed arredato dal pittore Bruno Saetti (1902-1984) che vi dimorò e lavorò per molti anni tenendovi pure un laboratorio per mosaici. Dell’insieme fa parte Il Prato del Sole, circondato da alberi di bizzarra conformazione con al centro il Sole, scultura metallica smaltata di rosso.
La strada in leggera salita conduce alla Badia di S. Maria a Montepiano, insieme architettonico che è una importante testimonianza d’arte e di storia dell’Appennino tosco-emiliano. La badia ebbe origine nell’ XI secolo da un romitaggio fondato dal Beato Pietro, figura legata a poetiche tradizioni locali, che ebbe in dono questi terreni.


Qui si sviluppò il complesso monastico, tenuto dall’ordine vallombrosano e che si rese benemerito per l’assistenza ai viandanti e per lo sviluppo delle attività agricole della montagna. Dalla fine del ‘300 la Badia passò ai conti Bardi di vernio, successori degli Alberti, subì poi demolizioni con perdita di varie opere d’arte pur salvando la Chiesa che fu ancora a lungo parrocchiale di Montepiano. Fra i resti del monastero spicca appunto la nitida volumetria della chiesa costruita con blocchi di pietra arenaria locale; all’interno particolarmente significativi sono i resti di affreschi nella navata, notevoli pure La Madonna col Bambino, l’Annunciazione, il Giudizio, una gigantesca figura di S.Cristoforo (protettore dei viandanti) e frammentarie storie del Beato Pietro.
Oltrepassiamo la fonte del Romito (sorgente in zona alberata a 776 mt) proseguendo per sentiero in costante salita, il Caseificio ora disabitato, la fonte di Canapale (944 mt, bocca sorgiva in un alto bosco di faggi alle pendici del monte Scoperta) e giungiamo a Casa dell’Alpe di Cavarzano (1008 mt, innesto nel sentiero 00). Nell’altopiano sono sparse capanne di pastori con recinti per gli ovini all’alpeggio e vecchie case ristrutturate
Seguendo lo 00 si sale al Poggio di Petto ,deviazione C (azzurro) -mt 1121, cima di plastica conformazione con scorci panoramici sulla valle del Setta e rifugio aperto l’estate . Al ritorno si segue il sentiero 00, tra foreste di faggi e piantate di abeti, per le località Farfalleto (mt 827, ruderi) e Castagnaccio (mt 655) per chiudere l’anello a Montepiano (mt 700)

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