6 marzo – I Borghi abbandonati di Firenzuola

6 marzo – I Borghi abbandonati di Firenzuola

BORGHI ABBANDONATI DI FIRENZUOLA – BRENTO SANICO

STORIA DEL BORGO: Brento Sanico è un Borgo medievale sito nel Comune di Firenzuola, le sue origini risalgono al 1145 è stato un luogo molto importate possedimento degli Ubaldini di Susinana i quali a Brento tenevano un Vicariato per la riscossione delle tasse ed era come centro amministrativo dei loro distretti. Brento ha fatto comune fino al 1777 quando per le riforme economiche di Pietro Leopoldo fu riunito a Firenzuola sotto un solo Gonfaloniere ed in una sola amministrazione. La chiesa dedicata a San Biagio, con campanile a vela, è architettura tipica degli antichi centri appenninici. Fu oggetto di due importanti interventi di restauro, uno nel 1860 ed un altro nel 1917; presumibilmente, nel 1860 la chiesa venne anche ingrandita, cambiando la fisionomia originale. L’ultimo abitante lo ha abbandonato nel 1963. Dopo sessanta anni di abbandono, grazie all’interessamento di Anna Boschi di Ravenna guida escursionistica, di Don Antonio Samorì di Faenza e di un altro gruppo di volontari (Quelli di Brento Sanico), è stato ristrutturato il tetto della Chiesa di San Biagio ed è stata eliminata la vegetazione infestante del borgo, attualmente sono in corso i lavori di restauro di un edificio per realizzare un centro visite.

PERCORSO Si parcheggia l’auto nei pressi del cimitero di San Pellegrino, si arriva alla Chiesa di San Pellegrino e imbocchiamo una vecchia mulattiera che parte dalla colombaia subito in forte salita.
Si procede in mezzo ad un boschetto di latifoglie fino a raggiungere il crinale, la strada si allarga e inizia una pista usata anche dai fuoristrada, su una curva è posta una croce in legno.
La mulattiera che in alcuni punti si fa sentiero prosegue in salita, fino a raggiungere una prima casa diroccata, da questo punto già possiamo scorgere il paesello abbandonato di Brento Sanico. Restano ora solo poche centinaia di metri per giungere a destinazione, la valletta che stiamo risalendo è quella del Rio Brentana, affluente di sinistra del Santerno, che raccoglie le acque piovane di Col Caprile e Monte Coloreta.
Complessivamente da San Pellegrino sono circa 2 Km, con dislivello circa di 270 metri. Un gruppetto di case tutte in pietra locale, alcune con interni intonacati, quasi tutte con tetti in lastre di pietra, pareti che si aprono e per buona parte invase da rovi, strette attorno alla chiesa, l’edificio che meglio si è conservato. Entrati nell’edificio si resta quasi meravigliati dai colori degli affreschi ed in particolare dalla bella cupola di un colore azzurro molto acceso. Alle spalle del paese si apre la vista sulla cava di Brento, la più grande del Santerno per l’estrazione della pietra serena. Ora racconto la realtà, rilevata durante la verifica dell’itinerario fatta da me e Laura il giorno 26 gennaio 2022. Nel borgo attualmente c’è un residente, che ci saluta e si avvicina sorridente, ma sulle spalle porta un’ascia con un lungo manico che a prima vista incute un certo timore. Il tipo è molto loquace, ma inizia ad inveire contro chi ha fatto andare in malora una chiesa di così alto valore, contro quelli che vengono su in gruppi e che non rispettano il borgo, la natura e chi ci abita. A questo punto il tipo si presenta è un italo/tedesco di nome Alex, che si dichiara ateo e anarchico; si dimostra un grande oratore e conoscitore della storia di Brento Sanico, ci accompagna in giro per il paese e racconta come vive lassù all’interno di due roulotte, cuoce il pane ogni due settimane, cura vari orti, si ciba delle erbe spontanee. Adesso tocca a me uscire allo scoperto e chiarire il motivo del nostro passaggio: “ stiamo verificando questo percorso per portarci un gruppo di camminatori di Barberino desiderosi di conoscere questi posti ma rispettosi della natura”. Mi da il suo numero di telefono e si rimane d’accordo che ci sentiamo prima della nostra escursione, comunque si rende disponibile ad accoglierci, raccontarci la storia e magari offrirci uno spuntino.
Dal paese si sale attraverso un sentiero fino alla carrareccia che porta alla cava di Brento, si passa sotto la cava e si arriva ad un crinale che ci presenta punti panoramici di tutto rispetto sull’alto corso della valle del Santerno.
Si ridiscende verso Brento Sanico e dopo il paese nei pressi di una vecchia edicola votiva si prende un sentierino sulla destra che scende verso il torrente Brentana, lo seguiamo e attraversiamo diverse volte, fino a giungere ad una cascata alta qualche decina di metri.
Continuando a scendere si arrivain località Cerreto, poi Molino di Brento e infine si ritorna sulla Strada Provinciale 610 che si percorre per qualche centinaio di metri fino alla Chiesa di San Pellegrino e quindi alle auto.
ATTREZZATURA Scarpe da trekking, 1 lt. acqua, abbigliamento a strati ,cappellino per vento, guanti , bastoncini da trekking , pranzo a sacco.

Lunghezza: km 9,00 – dislivello: m 510 – difficoltà: T/E – tempo previsto: 5 ore comprese soste.

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