4 ottobre 2020 – ANELLO DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

4 ottobre 2020 – ANELLO DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

Camminando sulla Riva di San Biagio

Lunghezza: 14 km (anello)

Tempo di percorrenza: 5 ore

Dislivello salita: 700 mt

Difficoltà: EE

Sentiero: CAI 705

La vena del Gesso Romagnola, dal 2005 tutelata da un parco regionale, è uno spettacolare cordone montuoso grigiastro lungo ben 25 km. L’intero complesso di rocce evaporitiche appare come un inconfondibile elemento del paesaggio romagnolo, con le visibili strisce sovrapposte di gesso e argilla che le conferiscono un singolare aspetto stratificato. Abissi, grotte, canyon, doline, inghiottitoi si susseguono lungo tutta la dorsale e rappresentano un prezioso e raro elemento naturale.

Il percorso proposto, una traversata da Borgo Tossignano fin quasi a Borgo Rivola, è un bellissimo itinerario escursionistico adatto a tutti.

Il percorso prende il via dal cimitero di Borgo Tossignano (ampia possibilità di parcheggio) seguendo per un breve tratto la strada per Tossignano e poi lasciandola per imboccare a destra la storica mulattiera scalinata. Si taglia la strada alcune volte e si giunge a Tossignano, dirigendosi verso la zona dei campi sportivi. Qui è ben visibile il segnavia del sentiero n. 705 che scende al Tramosso e poi inizia a salire tenendosi poco sotto la bastionata rocciosa della Vena del Gesso.

Da qui appare Tossignano, con dietro la Vena del Gesso che si allunga verso Gesso, e tutte la colline coltivate e boschive che si allungano verso l’Appennino. Una ripida salita consente di raggiungere il Passo della Sasseta dove si comincia a camminare sui grigi cristalli di gesso della vena. Salendo verso il Monte del Casino appare sempre Tossignano, con le sue case aggrappate alla Vena del Gesso.

In alcuni punti il gesso affiora con grossi cristalli disposti a spina di pesce. Saliti sul Monte del Casino si scende nel bosco e si arriva prima ad un cartello dell’ente parco che descrive proprio le presenze arboree lungo la vena (tra le quali il castagno) e poi al pianoro erboso di Ca Budrio, dove vi è un cartello con i sentieri del parco. Ora si scende dritti lungo il crinale, per il prato, fino a vedere, a sinistra, la freccia del sentiero che riprende a salire lungo la Vena del Gesso. Il primo tratto, ripido e scivoloso, è faticoso e porta in vetta ad una piramide gessosa. Quindi si scende, mentre comincia ad apparire sempre più vicina l’enorme cava di gesso del Monte Tondo, sopra Borgo Rivola.

In questo tratto dalla Vena del Gesso imolese si aprono grandi panorami sulle colline romagnole dove si cerca di strappare al bosco ripidi terreni coltivabili.

Superando grandi massi gessosi che, a volte, ostruiscono il sentiero di crinale si giunge il vista di Sasso Letroso e, in breve, si raggiunge il prato antistante la chiesa di Sasso Letroso. Qui giunge una stradella sterrata, da sinistra, da seguire fino a raggiungere una malandata strada asfaltata.

In questo tratto è assai ampio il panorama su Borgo Rivola e le colline romagnole. Seguendo l’asfalto a destra, in discesa, in 15 minuti di arriverebbe a Borgo Rivola, per immettersi sull’anello 2, con il quale si può completare l’intera traversata. Noi invece vogliamo concludere l’anello 1 e si prende l’asfalto a sinistra, in salita. Poco dopo la strada diventa sterrata e porta all’interessante zona carsica sottostante Ca’ Budrio. Soprattutto evidente il sistema di doline qui presente. Quando la strada fa una curva  a sinistra per salire ad una casa si prende a destra una pista che si getta nel bosco, percorrendo tutto il lato nord della Vena del Gesso, qui non visibile perché ricoperta dai boschi. Seguendo sempre i segnavia, puntuali ad ogni incrocio, si arriva alla strada che sale da Grappolino. La si segue in discesa e poi nel tratto in piano che riporta al punto di partenza.

Lascia un commento

Chiudi il menu